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Buco nella sanità pugliese e tasse: solo i ricchi piangono

Il sistema sanitario pugliese rischia il collasso finanziario e, per coprire il buco stimato tra i 300 e i 350 milioni di euro, l’ipotesi di un aumento delle tasse diventa sempre più concreta. A delineare lo scenario è l’assessore alla Salute, Donato Pentassuglia, alla vigilia del tavolo tecnico fissato, oggi a Roma, con il ministero…
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Il sistema sanitario pugliese rischia il collasso finanziario e, per coprire il buco stimato tra i 300 e i 350 milioni di euro, l’ipotesi di un aumento delle tasse diventa sempre più concreta. A delineare lo scenario è l’assessore alla Salute, Donato Pentassuglia, alla vigilia del tavolo tecnico fissato, oggi a Roma, con il ministero delle Finanze. La Regione presenterà i bilanci pre-consuntivi delle Asl, che confermano un deficit pesante, alimentato da molteplici fattori. Tra questi spiccano i viaggi della speranza, con i pugliesi costretti a curarsi fuori regione per un totale di 253 milioni di euro, e un riparto del fondo nazionale che ha coperto appena l’1% degli aumenti attestati sul 4%, rispetto agli 8,6 miliardi di euro destinati al sistema sanitario pugliese.

A gravare sul bilancio regionale concorrono anche 21,4 milioni di euro legati ai risarcimenti per pazienti danneggiati da trasfusioni di sangue ed emoderivati e altri 30 milioni per investimenti strutturali.
Sullo sfondo, restano inattivi alcuni interventi strategici come il nuovo ospedale di Monopoli-Fasano, inaugurato sulla carta lo scorso 26 luglio, ma ancora chiuso per mancanza dei circa 40 milioni di euro necessari a metterlo in funzione.

Di fronte a questo scenario, la strada obbligata potrebbe essere l’aumento dell’addizionale Irpef o dell’Irap, o un mix delle due, calibrato però sui redditi più alti. Le decisioni saranno frutto dei tavoli tecnici che oggi apriranno la discussione a Roma, seguiti da altri incontri per definire ulteriori partite economiche decisive. Tra queste figura il payback (rimborso n.d.r.) sui dispositivi sanitari, pari a 240 milioni di euro, congelato da una sentenza del Consiglio di Stato in attesa del giudizio di merito.

Se il ricorso delle Regioni dovesse essere accolto, il buco potrebbe ridursi sensibilmente. Ma, come spesso accade, a pagare il prezzo più alto potrebbero essere i cittadini, chiamati a coprire un sistema in affanno tra sprechi, contenziosi e carenze strutturali.

Il tavolo romano rappresenta dunque un momento cruciale: definire coperture finanziarie e priorità strategiche sarà fondamentale per evitare che il rosso di bilancio diventi un fardello permanente, a scapito della salute dei pugliesi e della tenuta del servizio pubblico. La politica regionale, tra scelte obbligate e pressioni dall’opposizione, dovrà trovare un equilibrio tra sostenibilità economica e garanzia dei diritti dei cittadini.

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