«Non si devono aumentare le tasse ma tagliare gli sperperi nella gestione della sanità, che è sfuggita di mano soprattutto nella campagna elettorale scialacquona del centrosinistra». Lo affermano i consiglieri regionali del gruppo di Fratelli d’Italia, guidati dal presidente Paolo Pagliaro, in relazione alla manovra fiscale su cui è al lavoro la Regione Puglia per sanare il disavanzo nei conti della sanità.
«Spesa sanitaria fuori controllo? Semplice, paghino i pugliesi! È questa la ricetta di Antonio Decaro, che si prepara a presentare il conto da 369 milioni del disavanzo 2025 ai cittadini, aumentando l’aliquota Irpef», sottolineano i consiglieri di opposizione. «Troppo facile governare così, scaricando sui pugliesi l’incapacità e gli sprechi dell’amministrazione regionale che l’ha preceduto e di cui il presidente è erede e sodale», aggiungono.
I consiglieri regionali di Fratelli d’Italia ricordano di aver «lanciato l’allarme e i fatti, purtroppo, ci hanno dato ragione. E lo ribadiamo: vogliamo nomi e cognomi dei responsabili del buco, non vada tutto in cavalleria!» e invitano il governo Decaro a prendere «le forbici in mano e cominci a fare piazza pulita dei mille sprechi, piccoli e grandi, che disperdono milioni di euro».
Pagliaro e i colleghi invitano anche la task force regionale a mettersi «al lavoro come si deve, e non con chi ha già fatto parte del sistema, per individuare ed eliminare gli sperperi accumulati in 20 anni e centralizzare le spese, con la cura del buon padre di famiglia, come se la Regione fosse un’impresa privata e non un pozzo senza fondo. Chiediamo – proseguono – controlli e rigore su ogni singolo euro speso. Via le sedi e gli affitti inutili e le agenzie-carrozzoni, stop alle partecipazioni a pseudo eventi, fiere e vetrine di cartone, alle manutenzioni per accontentare gli amici».
Intanto, concludono, «Decaro si tolga dalla testa di aumentare l’Irpef, come invocano cittadini e sindacati. Noi saremo sulle barricate per impedire che si mettano le mani nelle tasche dei pugliesi, che già patiscono il dissesto di una sanità sconquassata. Farne pagare a loro il prezzo sarebbe davvero il colmo».









