Eni Versalis, Natuzzi, ex Ilva. Sono le grandi vertenze pugliesi che la Cgil regionale vuole portare ancora una volta all’attenzione del ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, oggi a Brindisi per la posa della prima pietra di una gigafactory.
La Cgil Puglia ha organizzato un presidio di protesta davanti ai cancelli del petrolchimico del capoluogo messapico, al quale partecipano i rappresentanti dei lavoratori coinvolti nelle vertenze.
«Continuiamo a chiedere da tempo la presenza dello Stato nella gestione delle politiche industriali. Non servono queste passerelle», afferma la segretaria regionale della Cgil Puglia, Gigia Bucci.
«La Puglia – aggiunge – rappresenta l’esempio concreto di un’industria che si sta sciogliendo, in profonda crisi e che continua a non avere risposte da parte del governo centrale».
Per la segretaria della Cgil regionale «non ci sono garanzie occupazionali, neppure per i territori e per il Mezzogiorno». Per questo «la nostra presenza qui è di contestazione ma anche di una rivendicazione davanti alla necessità che c’è bisogno di difendere le politiche industriali. Non basta venire qui, fare una passerella, mettere una pietra ad una gigafactory che sarà pure importante sul percorso delle transizioni, che noi sosteniamo. Ma se tutto andrà bene questa gigafactory andrà a regime tra tre anni. Nel frattempo – riferisce – i lavoratori continueranno a non avere risposte, salari e garanzie».
Bucci sottolinea che «in ognuna di queste vertenze il ruolo dello Stato è sempre più marginale, viene affidato tutto ai fondi, alle imprese, alla volontà di delocalizzare le attività svuotando di fatto il made in Italy, altro che ministero del Made in Italy come loro lo hanno voluto sponsorizzare. Tutto ciò tranne che il made in Italy in questo governo». La segretaria della Cgil Puglia conclude: «Non si può pensare al futuro dell’industria senza l’acciaio o senza la chimica. Non si può pensare a un’idea di futuro industriale senza difendere gli asset strategici di questo Paese».
