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Bari, dopo oltre tre anni e mezzo ripartono gli interventi di cardiochirurgia al Giovanni XXII

Dopo oltre tre anni e mezzo di inattività operatoria, nella cardiochirurgia dell’Ospedale Pediatrico Giovanni XXIII si riaccendono le luci della sala operatoria. Una notizia attesa a lungo da famiglie, medici e operatori sanitari, che segna un passaggio importante per la sanità barese e per l’intera rete regionale dedicata alle cardiopatie congenite. Lo stop agli interventi chirurgici, protrattosi per circa tre anni e mezzo, aveva di fatto congelato una delle attività più delicate e complesse dell’ospedale per l’infanzia. In questo periodo molti piccoli pazienti sono stati indirizzati verso altre strutture, spesso fuori regione, con trasferimenti che hanno comportato costi economici, disagi organizzativi e un forte impatto emotivo per i nuclei familiari.

La ripartenza rappresenta dunque non solo un fatto sanitario, ma anche un segnale di fiducia per un territorio che chiede servizi di alta specializzazione sotto casa. Al momento sono in programma due nuove sedute operatorie. Una di queste dovrebbe essere effettuata nelle prossime settimane su un giovane paziente in età scolare, affetto da una patologia cardiaca che necessita di un intervento chirurgico ad alta complessità. Si tratta di operazioni che richiedono una pianificazione scrupolosa, la disponibilità di tecnologie avanzate e un’équipe multidisciplinare composta da cardiochirurghi, anestesisti, cardiologi pediatrici, perfusionisti e personale infermieristico altamente formato. Proprio l’organizzazione dell’équipe e la definizione delle responsabilità cliniche rappresentano uno dei passaggi più delicati di questa fase di ripartenza. Resta infatti da chiarire chi sarà il cardiochirurgo chiamato a eseguire il primo intervento: sul tavolo i nomi del dottor Scalzo e del dottor Padalino, entrambi professionisti con esperienza nel settore della cardiochirurgia pediatrica.

La scelta, attesa a breve, avrà un valore non solo tecnico ma anche simbolico, perché segnerà il volto della nuova fase del reparto. Negli ultimi mesi si è lavorato per garantire che la ripresa avvenisse nel rispetto dei più elevati standard di sicurezza. La cardiochirurgia pediatrica è una disciplina che non ammette improvvisazioni: ogni intervento richiede protocolli rigorosi, sale operatorie attrezzate, percorsi post-operatori protetti e una terapia intensiva dedicata. La riattivazione è stata preceduta da verifiche organizzative, controlli sulle dotazioni strumentali e dalla definizione degli assetti del personale.Per le famiglie dei bambini affetti da cardiopatie congenite la riapertura delle sale operatorie al Giovanni XXIII significa poter tornare a contare su un punto di riferimento vicino, riducendo la necessità dei cosiddetti «viaggi della speranza».

La possibilità di essere curati a Bari permette di mantenere il supporto della rete familiare e sociale, elemento fondamentale in percorsi terapeutici lunghi e complessi. La ripartenza con due sedute rappresenta un primo banco di prova. L’obiettivo, condiviso dagli operatori sanitari, è quello di restituire stabilità e continuità all’attività chirurgica, ampliando progressivamente il numero degli interventi e consolidando l’organizzazione interna. Solo nei prossimi mesi si potrà valutare se il reparto riuscirà a tornare a pieno regime, ma il segnale che arriva oggi è chiaro: la cardiochirurgia pediatrica barese prova a rialzarsi dopo un lungo periodo di fermo.

In gioco non c’è soltanto la riattivazione di un servizio, ma la credibilità di un presidio ospedaliero che per anni ha rappresentato un’eccellenza nel trattamento delle patologie cardiache infantili. La comunità guarda con attenzione ai prossimi passaggi, nella speranza che questa sia davvero l’alba di una nuova stagione per il Giovanni XXIII e per i suoi piccoli pazienti.

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