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Bandi per le imprese sospesi in Puglia, Decaro: «Una task force per evadere oltre 4mila domande»

Sarà istituita una task force per esaminare, prima della fine dell'anno, le circa quattromila domande presentate dalle aziende per ottenere i finanziamenti nell'ambito dei bandi Contratti di programma, Pia, MiniPia, Pia Turismo e MiniPia Turismo (Pr Puglia Fesr-Fse+ 2021-2027). Lo ha annunciato il presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro. L'urgenza di evadere le richieste che…
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Sarà istituita una task force per esaminare, prima della fine dell’anno, le circa quattromila domande presentate dalle aziende per ottenere i finanziamenti nell’ambito dei bandi Contratti di programma, Pia, MiniPia, Pia Turismo e MiniPia Turismo (Pr Puglia Fesr-Fse+ 2021-2027).

Lo ha annunciato il presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro. L’urgenza di evadere le richieste che attendono risposta (delle 4.450 pervenute ad oggi ne sono state evase solo 390, meno del 10%) e la mancanza di risorse per far fronte a tutte le istanze, ha portato nei giorni scorsi la giunta regionale a sospendere i bandi.

Durante l’audizione che si è tenuta stamattina nella seduta congiunta delle Commissioni Bilancio e Industria del Consiglio regionale della Puglia, Decaro ha spiegato che la decisione di sospendere i bandi è stata «un atto di responsabilità e di trasparenza» e ha assicurato «l’impegno a esaminare nel più breve tempo possibile tutte le pratiche. La ripartenza dello sviluppo economico di questa regione parte oggi con l’istituzione della task force».

Il governatore pugliese ha ribadito i motivi della sospensione, «legata al fatto – ha affermato – che il numero delle domande presentate e le richieste economiche rispetto alle agevolazioni rischiano di superare, anzi hanno già superato» il budget a disposizione della Regione, che ammonta a 1 miliardo 550 milioni.

Complessivamente, infatti, sono le 4.450 domande per un totale di investimenti pari a circa 5,4 miliardi di euro, a fronte dei quali la stima delle agevolazioni richieste è di 2,7 miliardi. Le risorse che mancano, 1 miliardo 150 milioni di euro, «pensiamo di recuperarle in parte attraverso le rinunce, i mancati investimenti e le pratiche che non arriveranno a buon fine – ha aggiunto Decaro -. Un’altra parte la otterremo, invece, dalla rimodulazione del Fsc», 330 milioni di euro dalla misura «competitività impresa», mentre ulteriori fondi dagli interventi «che non saranno realizzabili o riterremo non più compatibili o strategici. Per farlo, però – ha chiarito il presidente -, ci sarà ovviamente bisogno del dialogo costruttivo con il governo».

Decaro ha, infine, annunciato che quando i bandi saranno riaperti, lo si farà probabilmente con nuove modalità che saranno discusse col partenariato economico e sociale, cioè con le associazioni di categoria e con i sindacati. «Non ci fermiamo, – ha detto – nel senso che l’idea è quella di continuare la rimodulazione dell’Fsc».

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