Ritardi nei pagamenti, commesse rallentate e cantieri che procedono a singhiozzo. Nell’indotto di Acquedotto Pugliese cresce la preoccupazione di circa 300 imprese impegnate nella manutenzione delle reti idriche e fognarie della regione. Un settore tecnico cruciale per il funzionamento del sistema idrico pugliese che oggi denuncia una fase di forte incertezza operativa con ripercussioni dirette su migliaia di lavoratori. Le aziende coinvolte operano in attività fondamentali: pulizia dei canali di scolo, manutenzione delle condotte idriche e fognarie, gestione delle vasche di sollevamento, interventi sui depuratori e sugli impianti di drenaggio urbano. Servizi invisibili, ma indispensabili per garantire igiene, sicurezza ambientale e continuità del servizio idrico.
Secondo i sindacati il rallentamento delle attività rischia di trasformarsi in un problema serio proprio alla vigilia della stagione turistica. Alla base delle difficoltà ci sarebbe il ritardo nell’attivazione dei nuovi contratti di manutenzione legati alla maxi gara suddivisa in 11 lotti territoriali con cui Aqp affida i lavori alle imprese specializzate. Uno schema contrattuale che consente alla società idrica di attivare interventi specifici man mano che emergono le esigenze operative. In pratica le imprese vincitrici non ricevono un lavoro fisso, ma vengono chiamate di volta in volta a eseguire interventi a cottimo sulla base delle necessità tecniche segnalate dal gestore. Un sistema pensato per garantire flessibilità e copertura capillare nelle sei province pugliesi, ma che oggi rischia di incepparsi nella fase di passaggio tra vecchi e nuovi contratti. Il valore economico di queste gare è molto rilevante.
Le precedenti tornate di affidamenti hanno raggiunto importi complessivi da centinaia di milioni di euro: una gara analoga suddivisa in 14 lotti valeva circa 240 milioni. Contratti pluriennali che rappresentano la principale fonte di lavoro per molte aziende specializzate. Molti di questi accordi quadro sono arrivati a scadenza tra la fine del 2025 e l’inizio del 2026. Il ritardo nell’attivazione delle nuove procedure o nelle eventuali proroghe sta creando un vuoto operativo che le imprese denunciano da mesi. Il problema non riguarda solo la mancanza di nuove commesse, ma anche l’obbligo per le aziende di mantenere comunque personale e mezzi pronti all’intervento.
Camion autospurgo, attrezzature tecniche e squadre operative devono restare disponibili per eventuali chiamate urgenti, con costi fissi che continuano a gravare sui bilanci aziendali senza la certezza di nuovi ordini di lavoro. Senza accordo quadro attivo Acquedotto Pugliese non può affidare nuovi interventi di manutenzione alle ditte esterne. Dalla sede di Acquedotto arrivano però segnali di rassicurazione. La direttrice generale Francesca Portincasa invita imprese e sindacati a non alimentare allarmismi. «Siamo in una fase di transizione – spiega – in cui stanno scadendo i vecchi accordi quadro mentre stanno partendo i nuovi».









