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Agricoltura in crisi, gli olivicoltori pugliesi: «Senza risposte, protesteremo a Roma»

Il Comitato “Orgoglio olivicolo” annuncia da giovedì 8 ottobre le prime mobilitazioni che si terranno in diverse città pugliesi fino a Bari

Agricoltura in crisi, gli olivicoltori pugliesi: «Senza risposte, protesteremo a Roma»
La protesta degli olivicoltori a Bitonto dove è stata occupata la strada provinciale 231. all’altezza dello svincolo per Palombaio

Senza risposte da parte di Governo e Regione Puglia, gli olivicoltori annunciano che sono pronti a protestare a Roma «perché di tempo ce ne hanno fatto perdere fin troppo».

Lo annuncia il comitato “Orgoglio Olivicolo”, spiegando che l’”ultimatum” per Regione e Governo è fissato alle 12 di lunedì 12 ottobre: senza «risposte alle nostre rivendicazioni, consegneremo al Prefetto le nostre richieste e continueremo i presidi e le mobilitazioni estendendole agli altri comuni della Puglia e di tutte le regioni del Sud Italia, per poi organizzare una grande manifestazione a Roma».

“Orgoglio olivicolo” annuncia da giovedì 8 ottobre le prime mobilitazioni che si terranno in diverse città pugliesi. Gli olivicoltori, come già successo ieri a Bitonto con oltre 200 persone scese in strada, protestano contro i rincari del carburante e il calo del prezzo dell’olio.

Dopodomani il primo presidio sarà organizzato a Corato, alle 17, davanti a Palazzo di città. Il giorno l’appuntamento sarà alla stessa ora a Bitonto sempre nei pressi del Comune. Lunedì 12 ottobre, olivicoltori, frantoiani, agricoltori di tutti i comparti e soci delle cooperative si ritroveranno alle ore 9:30 nella piazza antistante la Prefettura di Bari.

«Di certo questa volta non saremo noi ad andare a casa a mani vuote e bagnate dalle lacrime della disperazione, senza – spiegano dal comitato – che le nostre rivendicazioni siano finalmente ascoltate. Serve che la Regione Puglia attivi misure compensative anche sul fronte del caro carburante, oltre che le azioni previste nella nostra piattaforma di proposte».

Tra le richieste del comitato «il riconoscimento da parte del governo dello stato di crisi del settore olivicolo e di tutto il comparto-agricoltura», «l’introduzione con decorrenza immediata del documento di trasporto in formato elettronico così come già disposto da tempo per il settore vitivinicolo promesso ma non ancora attivato» e «un piano straordinario di controlli anti-frode su scala nazionale vero e verificabile».