Sono circa 300 gli agricoltori scesi in strada a Bitonto, all’altezza dello svincolo per Palombaio lungo la provinciale 231, per protestare contro le crescenti difficoltà del comparto e chiedere maggiori interventi a tutela delle produzioni italiane.
Al centro della mobilitazione degli agricoltori pugliesi c’è il crollo del prezzo dell’olio d’oliva in Italia. A Bitonto la protesta, guidata dal “Comitato Rivolta Olivicoltori” e presidiata dalla polizia di Stato, punta il dito sul crollo delle quotazioni, passate da circa nove a quattro euro al chilo, a fronte di un marcato aumento dei costi di produzione come gasolio, sementi e concimi.
“Non chiediamo elemosina, chiediamo dignità“, recita uno degli striscioni esposti dai manifestanti.
Gli agricoltori sollecitano un intervento del Governo. Le richieste riguardano il riconoscimento dello stato di crisi del comparto olivicolo-oleario e il varo di un piano straordinario nazionale dotato di un fondo dedicato.
Tra le misure individuate figurano contributi sugli interessi dei finanziamenti, la sospensione delle rate dei mutui e del credito agrario per almeno 12 mesi, garanzie Ismea per la rinegoziazione del debito, esoneri contributivi e un premio straordinario per ettaro.
Gli agricoltori sollecitano inoltre aiuti sui costi energetici e di gestione (carburante, irrigazione, raccolta e stoccaggio), l’attivazione dello stoccaggio privato dell’olio, la revisione europea dei contingenti di importazione dai Paesi terzi e l’introduzione del Documento di trasporto elettronico per tracciare con certezza la movimentazione di olive e olio.