Il presidente della Regione, Antonio Decaro, ha dedicato anche la giornata di ieri ad un’approfondita analisi delle criticità del sistema sanitario regionale, scandita da un doppio vertice negli uffici della Regione: prima il dialogo politico con i sindacati sull’abbattimento delle liste d’attesa, poi il confronto tecnico sui Pronto Soccorso. Il dossier sull’emergenza-urgenza, restituisce la fotografia di un sistema sotto pressione su due fronti convergenti: la carenza strutturale di camici bianchi e l’iper-afflusso improprio dei cittadini.
Dai dati analizzati emerge un quadro chiaro: nei 37 presìdi di Pronto Soccorso della regione mancano all’appello 116 medici rispetto alla dotazione organica prevista. Un «buco» causato non solo dalla nota carenza nazionale di specialisti in Chirurgia d’accettazione e d’urgenza, ma aggravato da un fenomeno sociale preoccupante: la crescente rinuncia dei professionisti a prestare servizio in prima linea, scoraggiati dal rischio ormai quotidiano di subire aggressioni fisiche e verbali da parte di pazienti e parenti. L’altro lato della medaglia riguarda l’utenza stessa e l’uso distorto dei presìdi. L’ultimo dato consolidato registra un totale di 1.142.448 accessi nel 2024: di questi, ben l’82% avviene con mezzo proprio, bypassando il filtro del 118.
L’analisi dei codici triage è impietosa e conferma la diagnosi: circa l’80% dei pazienti che varcano la soglia del Pronto soccorso rientra nelle categorie bianco, verde o azzurro. Si tratta di urgenze minori, differibili o inesistenti – spesso piccoli incidenti domestici o stradali – che finiscono per ingolfare le sale d’aspetto, sottraendo risorse e tempo prezioso a quel 20% di casi ( tra codici arancioni (urgenti) 18% e rossi (emergenze) 2% ) che invece necessitano di cure tempestive e salvavita. «Nelle prossime settimane, con il Dipartimento Salute e l’Aress, definiremo le priorità operative», ha annunciato il governatore. «L’obiettivo è una riorganizzazione complessiva che aumenti l’efficienza del sistema a tutela della salute reale dei cittadini».
Prima del vertice sui Pronto Soccorso, Decaro ha avuto un confronto, in videocollegamento, con oltre venti rappresentanti delle sigle sindacali del comparto, firmatarie e non del contratto nazionale. Sul tavolo, il nuovo piano per l’abbattimento delle liste d’attesa. Il presidente, scusandosi per la convocazione lampo, ha voluto illustrare personalmente la ratio del provvedimento: «Era necessario mettere ordine tra normativa nazionale, regionale e le singole contrattazioni esistenti», ha chiarito Decaro, incassando la soddisfazione delle parti sociali per il metodo di condivisione adottato. Si apre ora una fase di collaborazione serrata, con appuntamenti cadenzati e verifiche mensili.
L’attenzione sarà puntata in particolare sull’appropriatezza prescrittiva: Decaro ha, infatti, sottolineato un’anomalia statistica rilevata dall’Istat, secondo cui la Puglia registra un ingiustificato 50% in più di prestazioni richieste come «urgenti» rispetto alla media nazionale. Infine, piena convergenza sulla necessità di potenziare gli organici: Regione e sindacati studieranno percorsi compatibili con i vincoli normativi statali per intervenire in modo incisivo sui piani assunzionali del biennio 2026-2027.









