Il Consiglio dei ministri, riunitosi a Palazzo Chigi e presieduto da Giorgia Meloni, ha adottato una serie di provvedimenti su interventi in giudizio, stati di emergenza, nomine e leggi regionali.
Approvato un decreto-legge che introduce disposizioni urgenti in materia fiscale ed economica. Fra le principali misure contenute nel provvedimento il credito d’imposta per le imprese: il decreto introduce una misura di sostegno rivolta alle imprese che prevede un contributo, sotto forma di credito d’imposta pari al 35% dell’importo richiesto, destinato alle aziende che hanno presentato comunicazioni per investimenti.
Si passa però dal precedente 45% al 35%, con investimenti che le imprese hanno già effettuato. In merito a tale misura, il Governo ha intenzione di avviare nei prossimi giorni un tavolo di confronto con le categorie produttive interessate. L’obiettivo è quello di valutare, in sede di conversione del decreto, eventuali risorse aggiuntive che si rendano disponibili, anche alla stregua delle osservazioni che saranno ricevute sull’ordine di priorità per il loro utilizzo.
Transizione 5.0: alle imprese solo il 35% del credito spettante
Il provvedimento non piace alle imprese che hanno investito in rinnovabili e tecnologia.
Per le domande presentate dal 7 novembre 2025 in poi, il decreto dispone che alle imprese venga riconosciuto solo il 35% del credito spettante e per la sola parte relativa ai beni strumentali. Restano incluse le spese per le certificazioni, mentre sono escluse quelle per le rinnovabili.
In pratica, le imprese che avevano diritto all’aliquota del 45%, percepiranno solo il 15,75% sull’investimento (il 35% del 45%). Chi aveva diritto all’aliquota al 35% prenderà, invece, il 12,25% (il 35% del 35%). Nulla per fotovoltaico e formazione.
Le altre decisioni del Consiglio dei ministri
Operazioni permutative: si modifica la decorrenza del nuovo regime Iva per le operazioni permutative, prevedendone l’applicazione ai contratti stipulati o rinnovati a decorrere dal 1° gennaio 2026.
Tra le decisioni assunte, su proposta della presidente del Consiglio, la determinazione di intervento nei giudizi di legittimità costituzionale promossi dalle Regioni Puglia ed Emilia-Romagna contro alcune disposizioni della legge di bilancio 2026, relative al bilancio di previsione dello Stato e al triennio 2026-2028. Il governo ha quindi deciso di costituirsi nei procedimenti davanti alla Corte costituzionale.
Sul fronte della protezione civile, su proposta del ministro Nello Musumeci, è stata deliberata la proroga di dodici mesi dello stato di emergenza già dichiarato per gli eccezionali eventi meteorologici che hanno colpito l’isola di Stromboli, nel comune di Lipari, nell’ottobre 2024.
Ampio spazio è stato dedicato anche all’esame delle leggi regionali. Su proposta del ministro per gli Affari regionali Roberto Calderoli, il Consiglio ha deliberato di impugnare la legge della Regione Siciliana del 30 gennaio 2026 sugli interventi urgenti per i danni causati dal maltempo. Secondo il governo, alcune disposizioni eccederebbero le competenze statutarie regionali. Al contrario, l’esecutivo ha deciso di non impugnare sedici leggi regionali, tra cui provvedimenti della Calabria, del Piemonte, della Lombardia, della Valle d’Aosta, del Friuli-Venezia Giulia, del Lazio, della Toscana e della Sardegna. Le norme riguardano ambiti diversi, tra cui sanità, bilanci regionali, ricerca applicata, intelligenza artificiale e promozione sportiva.










