A Roma, al centro Frentani, prende il via la campagna referendaria del No alla riforma della giustizia. Leader centrosinistra e Cgil uniti nel Comitato presieduto da Giovanni Bachelet: Elly Schlein, Giuseppe Conte, Nicola Fratoianni, Angelo Bonelli e Maurizio Landini denunciano un intervento «inutile ai cittadini, utile solo al governo Meloni per sottomettere la magistratura».
La segretaria dei dem Elly Schlein attacca: «Serve a chi governa per sfuggire ai controlli e stare sopra leggi e Costituzione. Non è democrazia, ma assegno in bianco a chi prende un voto in più». Ironizza sulle polemiche Meloni contro i giudici: «Il governo ha fallito con Autonomia differenziata bocciata, centri Albania bloccati da Corte europea, Ponte con 13 miliardi respinto dai conti. Non è complotto dei togati se non sanno scrivere leggi».
Fine dei contropoteri
Duro Giuseppe Conte del Movimento 5 Stelle: «Meloni vuole governo e magistratura allineati, senza contropotere. È il ritorno della casta intoccabile: politici, colletti bianchi e amici imprenditori contro cittadini di serie B. Difendiamo ‘la legge uguale per tutti’».
Nicola Fratoianni di Avs incalza: «Meloni ha confessato: ossessione trentennale della destra per i giudici, vuole il loro scalpo con la controriforma».
Bonelli prevede vittoria: «Hanno paura, il No cresce giorno per giorno contro l’autoritarismo».
Comune per comune
Maurizio Landini, segretario nazionale della Cgil, sprona: «8000 Comuni, comitati ovunque, rappresentanti ad ogni seggio. Cominciamo a camminare comune per comune, quartiere per quartiere e territorio per territorio. Parlando con le persone e rendendo evidente quella che è la posta in gioco che abbiamo di fronte: il futuro della nostra democrazia». Sindaci Pd come Gualtieri (Roma) e Lo Russo (Torino) in campo per il No, con supporto a iniziative civili. Presenti Ranucci, Mastella e parlamentari.
Aperto ogni esito
Sondaggi danno Sì avanti, ma Verini (Pd) è ottimista: «Avvocatura e ambienti orientati No, risultato in bilico. Ce la faremo». Ribatte a chi vede nel No una deviazione dall’Ulivo: «La storia è con la Costituzione».
La campagna si annuncia territoriali, con società civile in prima linea. Il fronte del No unisce forze contro un disegno percepito come minaccia alla democrazia italiana.