«Che ognuno resti a casa sua e le pecore saranno ben custodite». Ironizza il presidente francese Emmanuel Macron, commentando le dichiarazioni della presidente del Consiglio italiana, Giorgia Meloni, sul caso di Quentin Deranque, militante nazionalista morto dopo un pestaggio a opera di avversari politici.
In un post su X, la presidente del Consiglio ha scritto, ieri, che «l’uccisione del giovane Quentin Deranque in Francia è un fatto che sconvolge e addolora profondamente», sottolineando che «la morte di un ragazzo poco più che ventenne, aggredito da gruppi riconducibili all’estremismo di sinistra e travolto da un clima ideologico che attraversa diverse Nazioni, è una ferita per l’intera Europa. Nessuna idea politica – ha aggiunto Meloni -, nessuna contrapposizione ideologica può giustificare la violenza o trasformare il confronto in aggressione fisica. Quando l’odio e la violenza prendono il posto del dialogo, a perdere è sempre la democrazia».
A margine di una visita ufficiale a New Delhi, in India, Macron si è detto «sempre sorpreso dall’osservare che le persone nazionaliste, che non vogliono essere disturbate in casa loro, siano sempre le prime a commentare cosa succede in casa altrui».
Le parole del presidente francese sono state accolte «con stupore» da Palazzo Chigi da dove si ricorda che la presidente del Consiglio, riferiscono fonti, «ha espresso il suo profondo cordoglio e la sua costernazione per la drammatica uccisione del giovane Quentin Deranque e ha condannato il clima di odio ideologico che sta attraversando diverse nazioni europee».
Le dichiarazioni di Meloni, affermano fonti di Palazzo Chigi, «rappresentano un segno di vicinanza al popolo francese colpito da questa terribile vicenda e che non entrano in alcun modo negli affari interni della Francia».