Ergastolo con isolamento diurno. È la pena richiesta dal pubblico ministero Luigi Mastroniani per Albano Galati, 57enne di Taurisano, imputato per l’omicidio della moglie Aneta Danielczyk, di origine polacca, uccisa nel marzo 2024 con oltre venti coltellate nella loro abitazione di via Corvaglia.
L’uomo è accusato anche del tentato omicidio della vicina di casa che cercò di soccorrere la vittima. La richiesta è arrivata al termine della requisitoria davanti alla Corte d’Assise di Lecce, presieduta dal giudice Pietro Baffa.
Il magistrato ha ricostruito i fatti sottolineando come dalle testimonianze raccolte emerga una prova diretta della responsabilità dell’imputato sia per l’omicidio della moglie sia per il ferimento della vicina, raggiunta da una coltellata mentre tentava di fermare l’aggressore.
L’aggravante
Secondo il pm, Galati agì con piena lucidità. La perizia psichiatrica ha stabilito che l’uomo era capace di intendere e di volere al momento del delitto. Determinante anche il racconto della figlia maggiorenne della coppia, che ha descritto in aula un clima familiare segnato da violenze e sopraffazioni: un padre padrone che abusava della moglie e costringeva la famiglia ad accettare le sue relazioni extraconiugali.
Il pm ha inoltre contestato l’aggravante della minorata difesa, evidenziando come la vittima fosse affetta da una disabilità al 100 per cento che le impediva di reagire all’aggressione.
Gli avvocati delle parti civili, Francesca Conte e Roberto Bray, hanno chiesto il risarcimento dei danni, sottolineando come la tragedia abbia segnato per sempre la vita dei loro assistiti.










