Flavio Cobolli vola in finale all’Atp di Monaco di Baviera e lo fa nel modo più emozionante possibile: battendo in due set Alexander Zverev, uno dei big del circuito, e lasciandosi andare subito dopo a un pianto liberatorio nel suo angolo. Un successo per il tennista azzurro che gli spalanca le porte dell’ultimo atto del torneo tedesco e conferma la sua crescita a livello internazionale.
A fine match Cobolli non ha nascosto la soddisfazione per una prestazione che lui stesso ha definito tra le migliori della sua carriera. «È stata una delle mie migliori partite di sempre, contro uno dei miei migliori amici nel circuito», ha detto l’italiano, spiegando anche quanto fosse particolare affrontare un avversario con cui esiste un rapporto umano oltre che sportivo. «È un ragazzo davvero in gamba e ho un buon rapporto con tutti nel suo team, quindi è stato un po’ difficile giocare contro di lui. Ma oggi penso di aver giocato una delle mie migliori partite e sono davvero felice della mia prestazione».
Ma dietro le lacrime non c’era soltanto la tensione della semifinale vinta. Cobolli ha raccontato che l’emozione era legata alla scomparsa di un amico giovanissimo: «Aveva solo 13 anni, se n’è andato troppo presto. Questa vittoria è solo per lui». Un momento intenso che ha trasformato la serata di Monaco in qualcosa che va oltre lo sport.










