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Si apre la partita delle 112 nomine in 79 società, entro giugno i rinnovi dei vertici. Faro su Leonardo

Nel frangente più complicato per il governo, Giorgia Meloni deve gestire anche la partita dei rinnovi dei vertici delle partecipate. La tornata, da chiudere complessivamente tra aprile e giugno, riguarda 112 posti da consigliere, distribuiti in 79 società, secondo il calcolo del report del Centro studi Nomos. Le prime decisioni sono attese già nel giro…
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Il Ceo di Leonardo, Roberto Cingolani (Foto ANSA)

Nel frangente più complicato per il governo, Giorgia Meloni deve gestire anche la partita dei rinnovi dei vertici delle partecipate. La tornata, da chiudere complessivamente tra aprile e giugno, riguarda 112 posti da consigliere, distribuiti in 79 società, secondo il calcolo del report del Centro studi Nomos.

Le prime decisioni sono attese già nel giro di qualche giorno, e gli occhi sono puntati soprattutto su Leonardo. Il colosso italiano del settore della difesa è oggi guidato da Roberto Cingolani, la cui posizione di amministratore delegato ora è meno salda rispetto a qualche tempo fa. Tra i possibili sostituti, secondo le voci che rimbalzano in ambienti politici e industriali, quello con più chance è considerato Pierroberto Folgiero, ad e dg di Fincantieri che ha appena chiuso il 2025 con un bilancio da «record» e l’utile netto «più alto di sempre». Ma si parla anche di Alessandro Ercolani, amministratore delegato di Rheinmetall Italia. Per la presidenza, ora affidata a Stefano Pontecorvo, circolano i nomi di Elisabetta Belloni, che fino a un anno fa guidava il Dis, e Stefano Cuzzilla, ora al vertice di Trenitalia.

La partita di Leonardo si intreccia con quella della nomina del presidente della Consob, un braccio di ferro nella maggioranza che due mesi fa ha portato a stoppare la nomina del leghista Federico Freni, con Forza Italia che insiste per un tecnico.

Tra le partecipate di primo livello c’è anche Terna, dove tutto fa pensare a una conferma come amministratore delegato di Giuseppina Di Foggia. In Eni non dovrebbe cambiare l’ad Claudio Descalzi, mentre alla presidenza potrebbe essere scelto il comandante generale della Guardia di finanza Andrea De Gennaro. Anche per Enel l’ad (Flavio Cattaneo) dovrebbe essere confermato mentre è meno stabile la posizione del presidente Paolo Scaroni. Il 2 aprile deve essere presentata la lista per il board di Poste Italiane: circola l’ipotesi di confermare l’ad Matteo Del Fante e la presidente Silvia Rovere.

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