Su un sito di area anarchica spunta una rivendicazione degli attentati ai nodi ferroviari di Castel Maggiore e Pesaro che hanno causato il blocco di tre linee strategiche proprio nel giorno dell’inaugurazione delle Olimpiadi Milano-Cortina 2026.
Gli investigatori della Polizia scientifica stanno analizzando un secondo ordigno rimasto inesploso lungo i binari del Bolognese, considerato la chiave per risalire agli autori del sabotaggio tramite il recupero di eventuali tracce biologiche.
Le indagini e la pista anarchica
La Procura di Bologna indaga per associazione con finalità di terrorismo e attentato alla sicurezza dei trasporti. L’inchiesta è coordinata dalla procuratrice aggiunta Morena Plazzi, a capo del gruppo “Terrorismo”.
Sotto la lente degli inquirenti è finita una rivendicazione apparsa sul sito d’area anarchica sottobosko.noblogs, in cui gli assalti vengono celebrati come un atto contro i “Giochi della vergogna”.
Il sabotaggio a Castel Maggiore ha gravemente danneggiato i cavi dell’Alta Velocità, compromettendo la trasmissione dei dati necessari al transito dei convogli.
Parallelamente, la Procura distrettuale antimafia di Ancona indaga sull’episodio avvenuto a Pesaro, lungo la linea Ancona-Rimini, mantenendo un coordinamento costante con gli uffici giudiziari bolognesi per confermare l’unicità della matrice ideologica.
L’analisi tecnica degli ordigni
Gli esperti della Scientifica, impegnati insieme a Digos e Polfer, puntano molto sul manufatto intatto. Si tratta di un dispositivo artigianale composto da una bottiglia di plastica contenente liquido infiammabile, polvere combustibile e un timer.
Il malfunzionamento di questo secondo innesco potrebbe fornire impronte e profili Dna fondamentali per dare un volto ai responsabili.
Le reazioni istituzionali
Il vicepremier Matteo Salvini ha condannato duramente gli atti, definendo gli autori come criminali da «stanare ovunque si nascondano» e ribadendo il valore dei Giochi come simbolo di un’Italia operosa.
Nel frattempo, i verbali dei tecnici di Rete Ferroviaria Italiana (Rfi) sono in fase di acquisizione da parte della Procura per ricostruire l’esatta dinamica degli interventi di ripristino e la portata dei danni strutturali.









