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Rivelazione shock del presidente norvegese: «Un drone ha sfiorato l’aereo di Zelensky»

L’attacco ai danni del presidente ucraino è avvenuto mentre era in volo verso i funerali di Harald V: «Questa è la realtà con cui si confronta»

Rivelazione shock del presidente norvegese: «Un drone ha sfiorato l’aereo di Zelensky»

Lo sforzo diplomatico per la fine della guerra in Ucraina registra quelli che seppur faticosi, sembrano piccoli passi. Ma contemporaneamente, una scioccante rivelazione del premier norvegese Jonas Gahr Store ha messo in chiaro la tragica realtà di un conflitto tutt’altro che concluso: mentre stava per decollare dalla Moldavia per Oslo, diretto ai funerali del re norvegese Harald V, l’aereo del presidente ucraino Volodymyr Zelensky «è stato quasi colpito da un drone», ha riferito il leader nordeuropeo, prima di un’amara considerazione: «Questa è la realtà con cui si deve confrontare».

Lo shock

L’inquietante episodio è stato riportato da Store dopo che le autorità di Kiev avevano denunciato con forza attacchi nella notte proprio al confine tra Ucraina e Moldavia, dove un raid di droni russi ha preso di mira il valico stradale di Starokozache, provocando due morti e tre feriti. Da chiarire ancora se vi sia un collegamento tra i due episodi, al termine una giornata in cui il leader di Kiev si è detto «pronto al compromesso» e il Cremlino ha espresso apertamente l’auspicio di riprendere presto i colloqui tripartiti con Kiev e Washington: «C’è una volontà politica comune di riprendere i negoziati trilaterali. Speriamo in un futuro prossimo», ha affermato il portavoce presidenziale russo Dmitry Peskov, secondo cui una «tabella di marcia» per la risoluzione del conflitto potrebbe emergere nelle prossime settimane. «Ci sono dei contatti», gli ha fatto eco il consigliere Yuri Ushakov, suggerendo un ritorno ad Abu Dhabi per sedersi al tavolo. Tutti segnali che giungono all’indomani della telefonata tra Donald Trump e Vladimir Putin: «Un’ottima conversazione», secondo il tycoon per il quale lo zar «vuole un accordo».

Il possibile incontro

Nel frattempo resta aperta la possibilità di un incontro tra i due leader a novembre, a margine del vertice dell’Apec in Cina, insieme al cinese Xi Jinping. Le dichiarazioni di Peskov sembrano fare il paio con gli auspici già espressi da Zelensky, che vorrebbe una ripresa dei colloqui a tre già questo mese. Ma la questione resta delicata: «Sui colloqui ci stiamo muovendo verso un formato trilaterale, ma non posso rivelare i dettagli: abbiamo concordato con gli americani di lavorare prima internamente e poi comunicare pubblicamente», ha spiegato Zelensky intervistato da La Stampa e altri media internazionali.

«Noi siamo pronti al compromesso», ha chiarito il leader ucraino, «ma devono fare passi avanti entrambe le parti. Non può essere sempre l’Ucraina a cedere: abbiamo già fatto molti compromessi».

Zelensky ha poi messo in chiaro la necessità di avere l’Europa al tavolo. Ma secondo quanto dichiarato da parte del ministro degli Esteri e vicepresidente del Consiglio Antonio Tajani, il presidente ucraino farebbe bene, in questo senso, a guardare «non ai singoli Stati ma a tutta l’Unione Europea. In questo momento non servono iniziative a gruppetti» ma è bene coinvolgere «anche l’Italia e la Polonia».