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Parigi, Macron avverte: «No a nuovi imperialismi, il mondo è sempre più disfunzionale»

Dal Medio Oriente all’America Latina, passando per l’Europa e l’Artico, si moltiplicano i segnali di un ritorno alla «legge del più forte», come l’ha definita il presidente francese Emmanuel Macron nel suo tradizionale discorso di inizio anno. Legge del più forte che sta facendo «domandare alla gente se la Groenlandia sarà invasa, se il Canada sarà minacciato…
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French President Emmanuel Macron delivers a speech to French ambassadors Thursday, Jan. 8, 2026 at the Elysee Palace in Paris. (AP Photo/Michel Euler, Pool) Associated Press / LaPresse Only italy and spain

Dal Medio Oriente all’America Latina, passando per l’Europa e l’Artico, si moltiplicano i segnali di un ritorno alla «legge del più forte», come l’ha definita il presidente francese Emmanuel Macron nel suo tradizionale discorso di inizio anno. Legge del più forte che sta facendo «domandare alla gente se la Groenlandia sarà invasa, se il Canada sarà minacciato di diventare il 51° stato degli Stati Uniti o se Taiwan sarà ulteriormente circondata».

Macron ha lanciato un duro atto d’accusa contro il «nuovo colonialismo e il nuovo imperialismo» delle grandi potenze, rifiutando al tempo stesso la «vassalizzazione» dell’Europa e il «disfattismo» di fronte alle crisi globali.

Il capo dell’Eliseo ha rivendicato i passi avanti compiuti dall’Unione europea verso una maggiore autonomia strategica, sottolineando la necessità di ridurre le dipendenze sia dagli Stati Uniti sia dalla Cina, in particolare nei settori tecnologico, commerciale ed energetico. Di qui l’appello a difendere e rafforzare le normative Ue sul digitale e ad accelerare la «preferenza europea» nel commercio.

Le parole di Macron arrivano mentre Washington intensifica la sua proiezione di forza. Il sequestro di petroliere legate a Russia, Iran e Venezuela – e la cattura di Maduro da parte delle forze statunitensi hanno provocato reazioni durissime da Pechino e Caracas, che parlano di violazioni del diritto internazionale e di aggressione alla sovranità nazionale. Donald Trump, però, non esclude un controllo Usa prolungato sul Venezuela e rivendica una linea di massima pressione anche a costo di nuove escalation.

Intanto la Francia, sul fronte europeo, si prepara a votare contro l’accordo di libero scambio con il Mercosur, pur consapevole di rischiare l’isolamento da Bruxelles, mentre denuncia il progressivo allontanamento degli Stati Uniti dalle regole multilaterali. Dalla Groenlandia a Taiwan, dall’America Latina ai mari internazionali, lo spettro di una spartizione del mondo tra grandi potenze torna a farsi concreto.

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