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«Papà picchia mamma», 12enne si nasconde sotto il letto e chiama i carabinieri: evitata la tragedia a Copertino

«Venite, papà sta picchiando mamma». Una richiesta d'aiuto sussurrata al telefono, con la voce rotta dal pianto e dal terrore, rannicchiato nel buio sotto il letto della propria stanzetta. È l'agghiacciante scena di violenza domestica a cui ha dovuto assistere un ragazzino di appena 12 anni a Copertino, nel Salento. Un incubo a cui lui…
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«Venite, papà sta picchiando mamma». Una richiesta d’aiuto sussurrata al telefono, con la voce rotta dal pianto e dal terrore, rannicchiato nel buio sotto il letto della propria stanzetta. È l’agghiacciante scena di violenza domestica a cui ha dovuto assistere un ragazzino di appena 12 anni a Copertino, nel Salento. Un incubo a cui lui stesso ha posto fine dimostrando una lucidità e un coraggio straordinari.

L’aggressione e la richiesta d’aiuto

Il dramma si è consumato l’altra sera tra le mura domestiche. L’ennesima lite tra i genitori (attualmente in fase di separazione) è rapidamente degenerata in violenza fisica. Il 12enne, vedendo il padre scagliarsi con brutalità contro la madre, ha prima tentato coraggiosamente di frapporsi per difenderla. Poi, capendo di non poter fermare la furia dell’uomo, ha afferrato il cellulare, si è nascosto sotto il letto e ha composto il 112, invocando il tempestivo intervento dei militari dell’Arma.

Quando le pattuglie dei Carabinieri sono giunte sul posto, evitando che la situazione potesse sfociare in tragedia, hanno trovato la casa a soqquadro. L’uomo aveva ancora tra le mani il telefono cellulare della moglie: glielo aveva strappato via con violenza poco prima, proprio per impedirle di chiedere aiuto.

Portata in caserma e assistita dal proprio legale di fiducia, la donna ha sporto una nuova denuncia contro il marito. Purtroppo, non si tratta di un episodio isolato. Il fascicolo dei maltrattamenti racconta di un’escalation di violenza: la vittima aveva già denunciato il coniuge lo scorso dicembre (per poi rimettere la querela) e nuovamente a gennaio, a seguito di una brutale aggressione avvenuta per strada. Al momento, nonostante la gravità dei fatti e le reiterate querele, nei confronti dell’uomo non sono stati ancora adottati provvedimenti restrittivi: la sua posizione è ora al vaglio dell’Autorità Giudiziaria.

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