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Panico ad alta quota sul volo Milano-Brindisi, azionato uno spray al peperoncino: malori per i passeggeri

Doveva essere un normale rientro del venerdì pomeriggio, si è trasformato in un viaggio da incubo con scene di panico collettivo a diecimila metri d'altezza. Un episodio surreale ha scosso oggi il volo Ryanair FR3424, partito alle 15:00 da Milano Malpensa e diretto a Brindisi: l'aria in cabina è diventata improvvisamente irrespirabile a causa della…
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Doveva essere un normale rientro del venerdì pomeriggio, si è trasformato in un viaggio da incubo con scene di panico collettivo a diecimila metri d’altezza. Un episodio surreale ha scosso oggi il volo Ryanair FR3424, partito alle 15:00 da Milano Malpensa e diretto a Brindisi: l’aria in cabina è diventata improvvisamente irrespirabile a causa della diffusione di spray al peperoncino.

Secondo le prime ricostruzioni e le testimonianze dirette dei passeggeri, una viaggiatrice avrebbe inavvertitamente azionato la bomboletta (o questa avrebbe avuto una perdita causata dalla pressurizzazione) mentre l’aereo era in quota. L’effetto è stato immediato e devastante: bruciore alla gola e agli occhi, tosse e un’onda di terrore che ha attraversato la fusoliera.

«Credevamo fosse un guasto all’aereo»

«L’aria era diventata insostenibile e si è diffuso il panico – racconta un passeggero sui social –. Le persone si sono accalcate dalle file centrali verso la testa e la coda dell’aereo, nonostante i vani tentativi delle assistenti di volo di mantenere l’ordine. Tutto questo mentre stavamo attraversando una moderata perturbazione». La paura è stata amplificata dall’incertezza. In molti, sentendo l’aria acida, hanno temuto un grave guasto tecnico o un principio d’incendio. «Non si capiva cosa stesse accadendo – conferma un’altra viaggiatrice – solo dopo si è parlato dello spray».

Nonostante il caos, i piloti sono riusciti a portare a termine il volo atterrando regolarmente all’Aeroporto del Salento. Una volta a terra, però, le porte non si sono aperte subito: a bordo è salita la Polizia di Stato, che ha identificato la donna responsabile dell’accaduto e ha trattenuto temporaneamente i passeggeri prima di autorizzare lo sbarco. Resta ora un interrogativo inquietante sulla sicurezza aeroportuale a Malpensa: «Mi chiedo – si sfoga un testimone – come un dispositivo considerato un’arma, o comunque uno strumento per stordire, sia potuto passare indenne ai controlli di sicurezza nel bagaglio a mano».

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