La lotta alla Xylella torna al centro dell’agenda regionale con un nuovo intervento economico destinato a rafforzare le misure di contenimento del batterio che da anni mette in ginocchio l’olivicoltura pugliese.
Il provvedimento
La giunta della Regione Puglia ha approvato un provvedimento che definisce criteri e modalità di ripartizione di oltre 5,1 milioni di euro a favore di Comuni e Province, chiamati a svolgere un ruolo operativo decisivo nella gestione del territorio. La proposta, avanzata dall’assessore all’Agricoltura Francesco Paolicelli, punta a rendere più efficiente e uniforme l’applicazione delle misure fitosanitarie obbligatorie contro il vettore della Xylella fastidiosa, attraverso interventi mirati al controllo degli stadi giovanili degli insetti responsabili della diffusione del batterio, secondo le indicazioni già delineate dall’Osservatorio fitosanitario regionale.
Nel dettaglio, un milione di euro sarà destinato alle Province per gli interventi lungo la rete stradale di competenza, mentre circa quattro milioni andranno ai Comuni, chiamati a operare su strade rurali e superfici pubbliche.
La ripartizione
Una distinzione precisa che riflette le diverse competenze amministrative, ma anche la necessità di garantire una copertura capillare delle aree più esposte al rischio di propagazione. Per i Comuni, il contributo sarà calcolato in base alla superficie territoriale. Gli enti saranno suddivisi in cinque classi dimensionali e finanziati proporzionalmente ai chilometri quadrati.
Un meccanismo che mira a evitare squilibri e a sostenere in modo adeguato sia i piccoli centri sia le realtà più estese. Diverso il criterio adottato per le Province, dove il parametro di riferimento sarà invece l’estensione della rete viaria. In questo modo, le risorse saranno calibrate sulle effettive esigenze di manutenzione e sugli interventi necessari per contenere la diffusione del vettore lungo arterie spesso strategiche anche per il collegamento tra aree agricole.
Non meno rilevante è l’apertura alla collaborazione con agricoltori e proprietari dei terreni. Il provvedimento, infatti, consente agli enti locali di coinvolgere direttamente i soggetti privati, con l’obiettivo di accelerare l’esecuzione delle pratiche agronomiche obbligatorie e rendere più efficace l’azione complessiva di contenimento.










