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Morte migranti nel Foggiano, la Caritas: «Appello per superare i ghetti»

«L’auspicio è che tutte le autorità lavorino concretamente per il superamento reale dei ghetti». È l’appello di don Andrea Pupilla e don Nazareno Galullo, rispettivamente direttore della Caritas diocesana di San Severo e direttore dell’ufficio Migrantes della stessa diocesi, dopo la morte di due migranti in due diversi ghetti del Foggiano.

«A distanza di pochi giorni dalla morte di Mamina Nyassy, ucciso nel corso di una lite nel ghetto dell’Arena, nel pomeriggio del venerdì santo, nel ghetto di Torretta Antonacci, Aladji Singath si è tolto la vita – ha ricordato ha detto don Andrea Pupilla – tutti e due erano cittadini del Gambia. I loro corpi e i loro nomi devono ricordare a noi tutti che non sono numeri o cronoprogrammi da rispettare, ma volti, persone, storie, drammi».

«Purtroppo – dicono don Andrea e don Nazareno – le risorse destinate dal Pnrr al superamento dei ghetti, per un totale di circa 28 milioni di euro, che avrebbero potuto incidere concretamente sulla vita delle persone più fragili del nostro territorio, non sono state utilizzate e sono ritornate al mittente: questa scelta ha contribuito a lasciare incompiuta la promessa di superare le condizioni di marginalità che affliggono i ghetti del territorio“.

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