L’Italia è letteralmente tagliata in due. L’onda lunga del maltempo che ha flagellato il Paese la scorsa settimana continua a presentare un conto salatissimo in termini di infrastrutture e viabilità. La combinazione letale tra il recente crollo del ponte sul fiume Trigno e il contemporaneo, drammatico risveglio della storica frana di Petacciato, in Molise, ha mandato in tilt l’intera dorsale adriatica.
Attualmente la circolazione risulta paralizzata su tutti i fronti: bloccata la strada ferrata, interrotta la Statale 16 Adriatica e chiusa persino l’autostrada A14, dove sono in corso complessi e delicati rilievi tecnici per valutare la tenuta del manto stradale e la sicurezza dei viadotti.
Caos in stazione a Termoli
La circolazione ferroviaria tra Pescara e Foggia è sospesa dalle 12:30 tra Montenero e Termoli. In quest’ultima si trovano ammassati da ore centinaia di passeggeri – tra cui famiglie con bambini piccoli, studenti universitari e pendolari – fatti scendere dai convogli e lasciati nell’incertezza più totale. Fermo sui binari c’è un Frecciarossa diretto a nord, affiancato da un Intercity con destinazione Bolzano. A scopo precauzionale, in Piazza Garibaldi è stata posizionata un’ambulanza.
La frustrazione tra la folla è palpabile. «Siamo bloccati in stazione dalle 12:30», racconta una studentessa scesa da uno dei treni. «Devo raggiungere Bologna e non sappiamo cosa succederà né quanto tempo dovremo attendere. Già la scorsa settimana, durante le piogge che hanno fatto crollare il ponte, siamo rimasti bloccati per ore sul treno senza notizie. Oggi siamo di nuovo fermi qui, ancora una volta al buio».
Presso la biglietteria della stazione si sono formate code interminabili. Il personale di Trenitalia fa sapere che è previsto l’arrivo imminente di autobus sostitutivi, ma è impossibile fornire un orario preciso.
Il paradosso logistico, infatti, è evidente: «Il problema principale – spiega un operatore in servizio nello scalo termolese – è la chiusura simultanea dell’autostrada e della strada veloce. In questa situazione, per i pullman non è affatto semplice trovare percorsi alternativi sicuri per bypassare la frana e riuscire a raggiungere Pescara».









