Dopo aver conquistato l’Europa nel 2019, Matera punta a diventare il faro del Mare Nostrum. Si è svolto oggi alla Farnesina un vertice strategico tra il Presidente della Regione Basilicata, Vito Bardi, e il Ministro degli Affari Esteri, Antonio Tajani, per definire la rotta verso Matera Capitale Mediterranea della Cultura e del Dialogo 2026.
La Città dei Sassi condividerà il titolo con la marocchina Tetuan, in un’operazione che va ben oltre il cartellone artistico. È geopolitica pura: la cultura diventa “moneta pregiata” per rafforzare i legami tra le due sponde del Mediterraneo.
La visione
«Il Mediterraneo è una priorità strategica della nostra politica estera», ha ribadito Tajani, sottolineando come il dialogo interculturale sia una leva formidabile per la cooperazione economica e politica. Una visione condivisa da Bardi, che ha illustrato il concept “Terre Immerse”. «Matera non è un simbolo statico, ma una scelta politica – ha spiegato il governatore lucano –. Con la coppia Matera-Tetuan rendiamo visibile un Mediterraneo non diviso, ma interdipendente. È un progetto coerente con l’impianto del Piano Mattei: la cultura accompagna gli scambi di conoscenza tra società civili».
Nel suo intervento, Bardi ha richiamato la lezione di Adriano Olivetti, che negli anni ’50 vide in Matera un laboratorio di sviluppo sociale. Quella stessa ambizione oggi si traduce in una piattaforma aperta a scuole e università, che culminerà nella cerimonia inaugurale del 20 marzo 2026. Un evento che si annuncia solenne, con la partecipazione delle massime istituzioni nazionali, per sancire il ruolo della Basilicata come piattaforma di pace e connessione tra i popoli.










