Il calcio che va oltre i novanta minuti di gioco e diventa la voce di un’intera comunità. È quanto accaduto ieri pomeriggio sugli spalti dello Stadio Italia di Massafra, dove il sentitissimo derby cittadino contro il Taranto si è trasformato in un inaspettato palcoscenico per una potente denuncia sociale contro il degrado ambientale.
A farsi portavoce del malcontento è stato il tifo organizzato del “Gruppo Frastornati”, che ha scelto di portare nel cuore della curva le parole di uno dei figli più celebri di questa terra: il rapper massafrese Kid Yugi, ormai consacrato come fenomeno culturale di rilievo nazionale.
I versi crudi e il messaggio per il territorio
Nel bel mezzo della partita, sulle gradinate è apparso un grande striscione che riportava testualmente i versi crudi e taglienti tratti da un brano dell’artista: «Quaggiù la vita quanto costa, voglio una risposta / Se tutto quello che ci uccide lo chiami risorsa».
Un riferimento inequivocabile e doloroso al dramma dell’inquinamento industriale che da decenni affligge il territorio tarantino e ionico. A rafforzare e chiarire ulteriormente il concetto, accanto alla citazione musicale, è stato srotolato un secondo striscione con un messaggio perentorio e inequivocabile: “STOP INQUINAMENTO”.
L’iniziativa della tifoseria ha unito in un solo colpo d’occhio la passione sportiva e la rivendicazione civica, dimostrando come lo stadio continui a essere un fondamentale luogo di aggregazione. Attraverso la cassa di risonanza della musica di Kid Yugi, le nuove generazioni di Massafra tornano a far sentire la propria voce, rivendicando il diritto alla salute e la pretesa di un futuro dignitoso, libero dai veleni.









