Gli adolescenti hanno trovato un tutore. È ChatGpt, il software che crea contenuti applicando l’intelligenza artificiale. Uno strumento costruito su 175 miliardi di parametri, che riesce a dare risposte a qualsiasi domanda gli si rivolga, a voce o per iscritto, con un linguaggio simile al nostro.
Un’indagine di Save the Children ha permesso di accertare che il 42 per cento di adolescenti che utilizzano ChatGpt non ne può più fare a meno. Anzi, per loro questo software è tutto, e sostituisce persino i genitori.
Perchè? «Sa capirmi», «C’è sempre», «Non mi fa sentire triste», queste alcune risposte. Il 63,5% delle persone intervistate ha trovato più facile e soddisfacente confidarsi ed ottenere risposte con ChatGpt che con una persona reale.
Raffaella Milano, direttrice del polo ricerche di Save the Children lancia l’allarme: «È urgente un dialogo intergenerazionale per capire a fondo rischi ed opportunità di questo cambiamento e ridisegnare i percorsi educativi, le responsabilità, e definire adeguate politiche regolatorie».
Nel frattempo Zucherberg, inventore di Facebook, Instagram, WhatsAppp ed altre diavolerie simili, sta lanciando un nuovo prodotto, capace di far resuscitare i morti. Con un visore, sarà possibile chiedere a Napoleone cosa ne pensa della guerra in Ucraina, ed ascoltare, direttamente il suo punto di vista. Stiamo per arrivare al Padreterno. Apriti cielo.










