A sentire Trump si resta allibiti. La guerra all’Iran potrà durare più delle 4-5 settimane previste, ha detto lunedì. Ma la cosa più inquietante l’ha detta dopo. «Abbiamo una quantità di armi talmente grande, praticamente illimitata, da poter combattere una guerra per sempre e vincerla».
Se questo sarà il mondo futuro, nella visione trumpiana, non possiamo stare allegri. Non che il mondo sia terra di pace, coi 100 conflitti in corso, ma sapere che il presidente della nazione più importante voglia diventare anche il più forte, utilizzando l’immenso arsenale di cui dispone, non ci fa dormire tranquilli.
E siccome il personaggio non si preoccupa di rendere meno evidenti i segni della sua onnipotenza, alla quale non pone limiti, dobbiamo augurarci un miracolo per continuare a sperare che il mondo, Italia compresa, non diventi un unico, sterminato, campo di battaglia.
A questo punto, Khamenei, forse, era il male minore. Tuttavia, l’America resta il nostro Paese di riferimento, la civiltà che guida l’Occidente e non è possibile tornare indietro. Russia e Cina ci stritolerebbero. Nondimeno, non possiamo continuare a vivere con la paura addosso, nell’attuale situazione di sudditanza. Giorgia Meloni è l’unico leader europeo che riesce a parlare con Trump.
E allora lo conduca alla moderazione, facendogli capire che la pace si ottiene anche con le armi, ma non sparando per primi.










