Chiedete al titolare di un pubblico esercizio, che sia bar o ristorante, o cinema, sala giochi, o altro, quanto ci mette per ottenere tutte le autorizzazioni necessarie per iniziare l’attività. Potrebbe passare anche un anno.
Vigili del fuoco, ufficio igiene, ufficio tecnico comunale, ispettorato del lavoro, e via via tutti, tanti, enti, anche sovrapposti. Certificati su certificati, collaudi uno dopo l’altro, verifiche, aggiustamenti, e infine la tanto sperata, attesa, agognata, licenza! Ma appena dopo, altri controlli. E a sorpresa.
Sembra una tortura, ma tutto, quando si gestisce un servizio pubblico, di qualsiasi genere sia, dev’essere a posto, dagli estintori alle scale, dalle finestre alle uscite di sicurezza. Ovviamente se ne lamentano tutti, gestori e proprietari, e finanche clienti. Perché sembra un’esagerazione.
Ma oggi, di fronte alla tragedia di Crans Montana, ci accorgiamo di quanto importante sia quella “perdita” di tempo per ottenere le autorizzazioni. In realtà non si tratta di perdita di tempo, ma di giusto impiego del tempo per garantirci sicurezza.
In Italia, una tragedia come quella di Crans Montana, non sarebbe avvenuta. Certo, ce ne sono state, ma dove le regole non erano state rispettate. Ma da noi non si imbucano centinaia di ragazzi in una cantina con una sola (e piccola) scala di servizio! E non si servono bottiglie esplosive in una festa.
La Svizzera, e parliamo della Svizzera, ci ha insegnato che le nostre regole saranno pure restrittive, ma le dobbiamo benedire.










