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Flavio Briatore ci riprova in Puglia: dopo il nulla di fatto al Twiga, porta il suo “Crazy Pizza” a Savelletri

L'approdo era nell'aria da tempo, ma ora ha finalmente trovato una destinazione precisa e ufficiale sulla mappa del lusso. Flavio Briatore ci riprova e sbarca in Puglia: il suo noto format "Crazy Pizza" aprirà i battenti a Savelletri di Fasano, inserendo la regione in un circuito internazionale esclusivo che conta già mete del calibro di…
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L’approdo era nell’aria da tempo, ma ora ha finalmente trovato una destinazione precisa e ufficiale sulla mappa del lusso. Flavio Briatore ci riprova e sbarca in Puglia: il suo noto format “Crazy Pizza” aprirà i battenti a Savelletri di Fasano, inserendo la regione in un circuito internazionale esclusivo che conta già mete del calibro di Ibiza, Porto Cervo e Saint-Tropez.

La scelta della location non è affatto casuale. Il nuovo locale sorgerà nel dorato tratto di costa tra Savelletri e l’area archeologica di Egnazia, divenuto ormai il simbolo per eccellenza del turismo alto di gamma pugliese, dominato da resort iconici dell’ospitalità internazionale come Borgo Egnazia.

Il marchio “Crazy Pizza”, fondato nel 2019 da Briatore insieme a Francesco Costa, propone un format che abbina la cucina italiana allo spettacolo di sala, puntando su location iper-selezionate e clientela disposta a spendere per un’esperienza mondana a 360 gradi.

Più che una semplice inaugurazione, l’apertura a Savelletri assume il sapore di una tregua simbolica. Per Briatore, infatti, l’ingresso nel mercato pugliese arriva dopo anni di accese schermaglie verbali con amministratori e operatori locali. Restano celebri le sue dichiarazioni dell’estate 2024, quando criticò aspramente i prezzi praticati da alcuni lidi della regione, definendoli «da Montecarlo» a fronte di servizi e infrastrutture ritenuti, a suo dire, inadeguati.

L’ombra del Twiga

Sullo sfondo, l’apertura fasanese chiude definitivamente l’amaro capitolo del “Twiga” a Otranto. Il mega-progetto balneare salentino, più volte accostato alla Puglia negli anni scorsi, si era impantanato in una complessa vicenda giudiziaria senza mai vedere la luce. Solo recentemente la Corte d’Appello di Lecce ha messo la parola fine alla querelle, escludendo l’esistenza di abusi edilizi, ribaltando la sentenza di primo grado e revocando la confisca (anche per effetto della prescrizione).

Oggi l’imprenditore piemontese rientra in Puglia dalla porta principale della ristorazione extralusso, scegliendo il segmento più riconoscibile del mercato costiero.

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