Il Consiglio di Stato ha accolto il ricorso dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato contro la sentenza del Tar Lazio, ripristinando la sanzione inflitta alla Figc per «abuso di posizione dominante nell’organizzazione delle competizioni calcistiche giovanili».
Con la decisione, i giudici amministrativi di secondo grado hanno ritenuto fondate le conclusioni dell’Agcm, che nel 2024 aveva sanzionato la Figc per 4,2 milioni di euro, contestando una strategia volta a estendere il proprio monopolio dalle competizioni agonistiche a quelle amatoriali e giovanili, a danno degli Enti di promozione sportiva.
La sentenza
Come si legge nella sentenza, il procedimento riguarda due mercati distinti ma collegati: da un lato l’organizzazione di manifestazioni calcistiche agonistiche per atleti under 17 e dall’altro l’organizzazione di manifestazioni ludico-amatoriali giovanili, dove la Figc opera in concorrenza con gli EPS (Enti di promozione sociale). Secondo il Consiglio di Stato, la Federazione gode di una posizione dominante, nei confronti dei poteri riconosciuti dal Coni.
Al centro della decisione vi sono i comunicati ufficiali del Settore Giovanile e Scolastico, adottati a partire dalla stagione 2015/2016 in cui si vietava alle società affiliate Figc di partecipare a tornei organizzati dagli EPS; successivamente hanno introdotto convenzioni e autorizzazioni preventive, ma in realtà come conclamato dai giudici, diventavano motivo di esclusione e chi si è opposto ha pagato multe salate.
Altre tematiche
Andrebbe rivisitato tutto il sistema arbitrale, dalla Serie A alle categorie dilettantistiche, dove la Federazione lavora in sinergia con l’Aia. Alla base ci dovrebbe essere una maggiore formazione e preparazione per evitare di danneggiare i settori giovanili e le squadre calcistiche.










