Otto persone rischiano il processo in relazione al crac delle quattro società del gruppo Andidero, la storica famiglia di costruttori baresi, e per le presunte irregolarità nella trasformazione di una masseria di Ugento in un resort.
La Procura di Bari ha, infatti, chiesto il rinvio a giudizio per otto imputati accusati, a vario titolo, di bancarotta fraudolenta, truffa ai danni dello Stato e autoriciclaggio.
Il pm Lanfranco Marazia ha unito due fascicoli di indagine, uno legato al crac delle quattro società del gruppo (per le quali, nel civile, è diventata definitiva l’omologa del concordato preventivo di gruppo) e l’altro legato alla masseria di Ugento, vicenda per la quale Vittorio Andidero fu interdetto per un anno dall’esercizio dell’attività di impresa.
Per gli inquirenti, in questo caso, Andidero e la Modoni Building (una delle società del gruppo, assistita dall’avvocato Vito Sassanelli) avrebbero ottenuto dei finanziamenti dalla Regione Puglia per dei lavori mai realizzati.
Nell’udienza di oggi, oltre alla richiesta della Procura, che ha insistito per il rinvio a giudizio, hanno chiesto al gup Giuseppe De Salvatore il non luogo a procedere i legali dei fratelli Vittorio e Vittoria Andidero e della loro madre, Grazia Barbone, assistiti dagli avvocati Gaetano Sassanelli e Gianluca Loconsole.
Uno degli imputati ha chiesto il patteggiamento, un altro il rito abbreviato. Il processo è stato rinviato al 23 giugno per la discussione delle altre difese.










