Un vero e proprio corteo funebre, con tanto di lutto al braccio, sta attraversando in questi minuti via Sparano, il salotto buono dello shopping barese. La “vittima”, però, è d’eccezione: lo Stato di diritto.
A partire dalle ore 18 di oggi, le associazioni studentesche e giovanili Zona Franka, UdU Bari (Unione degli Universitari) e UdS Bari (Unione degli Studenti) si sono date appuntamento per un flash mob dal forte impatto visivo e simbolico. L’obiettivo? Sensibilizzare la cittadinanza in vista del voto del 22 e 23 marzo, invitando a sbarrare la casella del “NO” al referendum sulla riforma costituzionale della giustizia.
I timori degli studenti
I manifestanti puntano il dito contro le riforme volute dal Governo, accusato di voler smantellare l’equilibrio dei poteri statali. «Stiamo portando in corteo la nostra democrazia perché ciò che l’esecutivo sta provando a fare è ammazzare lo Stato di diritto – tuona Gennaro Cifinelli, presidente di Zona Franka –. Con il voto possiamo ancora salvare una democrazia in prognosi riservata e difendere la nostra Costituzione antifascista».
Sotto la lente d’ingrandimento dei giovani c’è, in particolare, il nodo della separazione delle carriere. Secondo Gabriele Tedesco, senatore accademico di UdU Bari, la riforma nasconde ben altri intenti: «La separazione esiste già, il governo mistifica la realtà. L’obiettivo non è migliorare il funzionamento della giustizia, ma assoggettare la magistratura, sbilanciando pericolosamente il rapporto tra i poteri dello Stato. Rischiamo di finire nel dirupo dell’autoritarismo».
L’impatto sul dissenso giovanile
A preoccupare la piazza studentesca è anche la combinazione tra questa riforma e i recenti provvedimenti in materia di sicurezza, avvertiti come una stretta repressiva. «Le scuole in questi anni sono state il laboratorio in cui sperimentare come chiudere gli spazi democratici – sottolinea Sabrina Fanelli, coordinatrice di UdS Bari –. Cosa accadrebbe se i pubblici ministeri fossero obbligati a seguire indirizzi governativi? O se l’assoluzione di un giovane manifestante impedisse a un giudice di fare carriera? Noi non vogliamo assistere a derive illiberali, ma chiediamo più partecipazione».
La campagna referendaria entra così nel vivo, infiammando anche il sabato pomeriggio barese. Anche il presidente della Regione, Antonio Decaro, è intervenuto nel flash mob e ha preso parola: «Voterò No al referendum da cittadino».











