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Tromba d’aria a Policoro, venti minuti di devastazione: il Comune chiede lo stato di calamità naturale

La Giunta comunale ha approvato l’istanza rivolta alla presidente del Consiglio dei ministri, al ministro dell’Interno e alla Regione Basilicata

Tromba d’aria a Policoro, venti minuti di devastazione: il Comune chiede lo stato di calamità naturale

Il Comune di Policoro chiede il riconoscimento dello stato di emergenza e calamità naturale per i danni arrecati dalla tromba d’aria che si è abbattuta ieri sulla città, il lido e le zone rurali.

La Giunta comunale, con il sindaco Enrico Bianco, ha approvato l’istanza rivolta alla presidente del Consiglio dei ministri, al ministro dell’Interno e alla Regione Basilicata, ciascuno per le proprie competenze istituzionali.

Da una prima ricognizione dei tecnici comunali, è emerso che in poco meno di venti minuti la tromba d’aria ha distrutto alberi secolari ad alto fusto, pannelli fotovoltaici e tetti delle abitazioni, tante auto e molte linee elettriche tranciate. Danni anche a edifici scolastici e palestre.

Alla stazione ferroviaria è stato strappato via il passaggio a livello e interrotta la linea elettrica per la caduta di altri alberi. Nelle campagne sono state cancellate tantissime serre, strappati i prodotti dalle piante e in molti casi le piante stesse, con gravi danni anche alla viabilità.

Nella delibera si chiedono interventi straordinari, in misura adeguata, da parte dei ministeri competenti e della Regione Basilicata, «volti sia al ripristino immediato delle infrastrutture danneggiate, pubbliche e private, sia al risarcimento dei danni subiti dalle attività economiche, turistiche, agricole e produttive presenti nel territorio del Comune di Policoro, riservandosi ogni ulteriore adempimento utile allo scopo».