SEZIONI
SEZIONI
Bari
Sfoglia il giornale di oggiAbbonati

Dai romanzi al piccolo schermo, Palmisano: «Una serie tv per il mio bandito Mazzacani» – L’INTERVISTA

Il sociologo e scrittore Leonardo Palmisano ha annunciato che di aver pronta una nuova storia con protagonista il suo Mazzacani e di aver «messo il mio bandito sulla via di una serie tivù». A che punto è questo percorso narrativo e televisivo? «Ho consegnato a Fandango Libri poche settimane fa il quinto episodio. Uscirà entro…
l'edicola

Il sociologo e scrittore Leonardo Palmisano ha annunciato che di aver pronta una nuova storia con protagonista il suo Mazzacani e di aver «messo il mio bandito sulla via di una serie tivù».

A che punto è questo percorso narrativo e televisivo?

«Ho consegnato a Fandango Libri poche settimane fa il quinto episodio. Uscirà entro l’anno e, stavolta, tocco temi come la guerra nei Balcani e il Maghreb. Intorno al personaggio è cresciuto nel tempo un interesse europeo che non mi aspettavo all’inizio».

Un interesse che sembra andare oltre il libro.

«Sì, i miei gialli sono molto letti in Danimarca, per esempio. È un mercato significativo, sia per gli elevatissimi tassi di lettura sia per la severità dei lettori. Questo ha messo in moto una macchina più ampia: il bandito si sta muovendo verso una possibile serialità televisiva. Fandango sta puntando molto sulla collocazione dei romanzi in una chiave produttiva per le piattaforme tv. L’interesse di produttori europei importanti c’è, ora attendo gli sviluppi».

Se Mazzacani diventasse una serie, che geografia vorrebbe portare sullo schermo?

«La mia idea è continuare a collocare questo bandito detective pugliese dentro una geografia profondamente mediterranea. Mazzacani deve molto al Salento, in una chiave tutta personale che vorrei emergesse anche in una eventuale serie televisiva, come accade nei romanzi. È figlio di un Salento pienamente mediterraneo: nel rapporto con il mare, con le antropologie popolari, con il contrabbando, con la conflittualità sentimentale. Sono elementi che possono restituire una novità narrativa anche oltre i libri. Stiamo lavorando perché questo avvenga».

Il Mediterraneo sembra tornare centrale anche per i lettori del Nord Europa.

«Penso che i lettori nordeuropei siano saturi di storie nordiche. C’è un ritorno al Mediterraneo. Basti pensare ai romanzi del greco Petros Markaris, molto letti in Nord Europa. Il Mediterraneo affascina ancora di più adesso che è nuovamente teatro globale».

Cosa rende così potenti i miti criminali mediterranei?

«Affascinano perché le società che si affacciano su questo mare sono intricate, disordinate, sanguigne. Nessun mare unisce nel crimine come il Mediterraneo. Qui nascono le mafie, i delitti per passione, i fascismi. Tutti elementi che attraggono i lettori di storie criminali».

Nel passato di Mazzacani c’è la guerra nei Balcani. Che ruolo ha questa esperienza?

«Mazzacani fa il suo apprendistato durante il conflitto in Jugoslavia. Era un mercenario. Io sento i Balcani parte della violenta e generosa geografia adriatica. E poi c’è il Maghreb, che considero il nostro vero Sud: quando posso ci vado, ci ho vissuto e me ne sono innamorato. Ha tutte le contraddizioni mediterranee elevate alla massima potenza. Il Salento, in fondo, è una via di mezzo tra Balcani e Maghreb. Mazzacani, come la Puglia, vive tra due continenti: l’Europa e l’Africa».

Nei suoi romanzi il paesaggio non è mai solo uno sfondo.

«I paesaggi pugliesi sono carichi di una personalità propria. Tendo a far dialogare, o a far scontrare, il paesaggio con l’azione. I dialoghi avvengono in ambienti che rappresentano una Puglia popolare, non patinata: osterie sul mare, officine di periferia, le dune di Torre Guaceto, le sartorie artigianali. Sono luoghi che raccontano il lavoro della natura insieme al lavoro umano. Le formiche di Puglia».

In questo intreccio di storie, territori e conflitti, Mazzacani sembra diventare una figura simbolica.

«Sì, perché incarna un Mediterraneo inquieto e vivo, che non è mai periferia ma sempre centro di scambi, violenze e passioni. Ed è lì che, secondo me, continua a nascere una parte importante delle storie che vale la pena raccontare».

CORRELATI

Cultura e Spettacoli, Libri","include_children":"true"}],"signature":"c4abad1ced9830efc16d8fa3827ba39e","user_id":1,"time":1730895210,"useQueryEditor":true,"post_type":"post","post__in":[480057,479519,478967],"paged":1}" data-page="1" data-max-pages="1" data-start="1" data-end="3">

Lascia un commento

Bentornato,
accedi al tuo account

Registrati

Tutte le news di Puglia e Basilicata a portata di click!