La sua vita sembra uscita da un romanzo ed è proprio lì, infatti, che è finita, fra le pagine di un libro che nasce dai ricordi e dai racconti e, soprattutto, dalla curiosità suscitata dalle cose non dette. E si sa, sono proprio le verità negate, le parti mancanti, a spingere alla ricerca, soprattutto se a compierla è qualcuno che è parte di quella storia ed è abituato, per formazione, a scavare indietro nel tempo alla ricerca del passato, in questo caso il proprio e della propria famiglia.
È stata questa l’impresa letteraria di Sergio Fontana, archeologo e scrittore, che nel suo nuovo romanzo, «Cesira. Ciò che non è dato sapere» (Besa muci), racconta della sua bisnonna, originaria della morbida e verde Val di Chiana, in Toscana, divenuta, per amore, passione e tenacia, la signora di una delle più grandi aziende terriere di Puglia fra il XIX e il XX secolo, a Minervino Murge.
La storia
Cesira Menchetti nasce nel 1878. A soli 20 anni lascia la sua terra, la sua casa e suo marito e si trasferisce a Napoli. Fa le pulizie per i notabili del tempo e in una loro dimora conosce l’amore della sua vita, Michele Rossi, rampollo di una famiglia di proprietari terrieri di Canosa di Puglia. Appassionati e clandestini, osteggiati dalla famiglia di lui per le umili origini contadine di Cesira, hanno una figlia, Amelia, e poi altri due, maschi. Ma sarà sempre Cesira a tenere le redini dell’azienda di famiglia, prima e dopo la morte di suo marito.
Oggi, alle 18.30, Fontana presenterà il romanzo nella libreria Laterza – Ubik a Bari (via Dante). Con lui, lo scrittore Raffaello Mastrolonardo, Maria Laterza e l’omonimo cugino Sergio Fontana. «È lui in famiglia – dice l’autore – che ha preso lo spirito imprenditoriale della nostra bisnonna Cesira».