Home » Lecce » Violenza di genere, in Salento il patto istituzionale nel nome di Lorena Isceri: oltre 1.400 le donne sotto tutela

Violenza di genere, in Salento il patto istituzionale nel nome di Lorena Isceri: oltre 1.400 le donne sotto tutela

L’accordo estende all’intero Ambito territoriale sociale del Capo di Leuca il modello operativo già sperimentato a Casarano, saldando una solida alleanza interistituzionale

Violenza di genere, in Salento il patto istituzionale nel nome di Lorena Isceri: oltre 1.400 le donne sotto tutela

Nella sala consiliare del Comune di Gagliano del Capo è stato formalmente sottoscritto il nuovo protocollo d’intesa per la prevenzione e il contrasto della violenza di genere, promosso dalla Prefettura di Lecce nel ricordo di Lorena Isceri, la giovane salentina barbaramente assassinata dall’ex compagno a Firenze.

L’accordo estende all’intero Ambito territoriale sociale del Capo di Leuca il modello operativo già sperimentato a Casarano, saldando una solida alleanza interistituzionale. Attorno allo stesso tavolo si sono uniti la Prefettura, la Provincia, i sindaci di ben quattordici municipi (Alessano, Castrignano del Capo, Corsano, Gagliano del Capo, Miggiano, Montesano Salentino, Morciano di Leuca, Patù, Presicce-Acquarica, Salve, Specchia, Tiggiano, Tricase e Ugento), unitamente alle Forze dell’Ordine, all’autorità giudiziaria, all’Asl di Lecce, all’Ufficio Scolastico Territoriale, ad Arpal Puglia e agli enti del Terzo settore attivi nella gestione dei Centri Antiviolenza.

A delineare la gravità dell’emergenza sul territorio è stato il prefetto di Lecce, Natalino Manno, tracciando un bilancio che impone risposte immediate: «Abbiamo raccolto l’appello e il grido d’aiuto del padre di Lorena per costruire una rete capace di agire concretamente. Nella sola nostra provincia ci troviamo a gestire oltre 1.400 situazioni di donne che hanno trovato la forza e il coraggio di sporgere denuncia e che oggi necessitano di costante tutela e protezione». L’obiettivo prioritario del documento è chiaro: sostituire la prevaricazione con l’ascolto, strutturare percorsi di prevenzione tempestivi e impedire che alcuna vittima si ritrovi isolata di fronte al pericolo.

Il patto guarda inoltre alla rieducazione e alla responsabilizzazione di chi si è macchiato di abusi. Nell’ambito delle future iniziative prefettizie, il papà della vittima, Franco Isceri, offrirà la propria testimonianza diretta in un evento speciale organizzato insieme a Gino Cecchettin. L’incontro sarà specificamente rivolto agli uomini inseriti nei percorsi di recupero dei Cuav (Centri per uomini autori di violenza) e ai soggetti destinatari del provvedimento di ammonimento emesso dal questore, aprendo una breccia di consapevolezza per spezzare alla radice la spirale dei maltrattamenti.zzz