Una task force per contrastare la Xylella. Presentata la super-squadra della Rigenerazione agricola del Salento con nuove specie che rimpiazzano gli ulivi seccati dal batterio killer. Al lavoro una rete di 50 ricercatori, 75 aziende, 35 tecnici coordinati dal Distretto Agroalimentare di qualità Jonico Salentino.
Una straordinaria squadra di ricercatori, agricoltori, agronomi, tecnici in campo che si sono riuniti per la prima volta, ufficialmente, venerdì scorso, in un affollato open day che si è tenuto nelle sale hi-tech del Centro euromediterraneo sui cambiamenti climatici (CMCC) di Lecce, in via Biagi.
A presentare il Piano, il presidente del DAJS, Pantaleo Piccinno, il coordinatore del Piano, Fabrizio De Castro, il componente del comitato tecnico scientifico del DAJS, professor Teodoro Miano ed i rappresentanti dei 6 enti di ricerca coinvolti nel progetto: Università del Salento, Istituto Agronomico Mediterraneo (CIHEAM), Centro euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici (CMCC), Centro Nazionale Ricerche (IPSP – CNR), Università degli Studi di Bari, Politecnico di Bari.
Una vera e propria “corazzata della conoscenza” quella che rinverdirà i circa settemila chilometri quadri di campagne tra Lecce, Brindisi e Taranto colpite da Xylella fastidiosa. Un super-team composto da 23 unità di ricerca per un totale di 50 ricercatori, 75 aziende agroalimentari, 32 tecnici agronomi che saranno il termometro delle singole aziende pilota. Le 75 imprese che hanno aderito al progetto targato DAJS diventano vere e proprie “officine di innovazione” in cui sarà elaborata la visione dell’agricoltura sostenibile del futuro.
La rigenerazione prevede in particolare, al posto degli uliveti secchi, nuove coltivazioni nei settori vitivinicolo (53%), cerealicolo (1%), frutticolo (31%), orticolo (15%).
Una squadra di tecnici è poi al lavoro per la creazione di una piattaforma informatica grazie alla quale tutti i partner del Piano potranno conoscere in tempo reale informazioni e risultati del progetto e condividere le competenze.
«L’eccellenza della ricerca pugliese è riunita in questo ambizioso progetto – commenta Piccinno, presente all’open day assieme al direttore Maurizio Mazzeo – La sfida è quella di connettere sapere e imprese. Aziende che hanno il compito sociale di restituire il beneficio finanziario ottenuto, diventando pioniere di nuovi modelli positivi e sostenibili per la rinascita del Salento».
Per De Castro: «Il Piano di Rigenerazione non è importante solo per gli investimenti alle aziende, ma per la pianificazione strategica dell’agricoltura del Salento. Un’occasione straordinaria per riprogrammare il futuro delle tre province, Lecce, Brindisi e Taranto.










