Cinque persone sono state arrestate con le accuse di truffa aggravata, contraffazione di atti aventi valenza pubblica, falsità materiale e autoriciclaggio.
I 5 arrestati, indagati insieme ad altre 12 persone, sono ritenuti parte di un’associazione per delinquere finalizzata alla truffa in riferimento all’organizzazione di corsi e al rilascio di certificati per operatori socio sanitari.
L’operazione in corso è condotta dalla Guardia di finanza dei comandi provinciali di Lecce e Brindisi, che stanno dando esecuzione a un’ordinanza emessa dal gip del capoluogo salentino su richiesta della Procura della Repubblica.
A quanto si apprende, i falsi attestati rilasciati recavano loghi, immagini e timbri contraffatti dell’Unione Europea, delle Regioni Puglia, Abruzzo e Campania, del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, del Ministero dello Sviluppo Economico.
Sarebbero tantissimi giovani, residenti in tutto il territorio nazionale, che si sarebbero affidati ai percorsi formativi in questione, pagando fino a 3.000 euro a corso, con la speranza di un impiego lavorativo che potrebbe ora essere precluso poiché il titolo posto alla base dell’assunzione sarebbe, appunto, falso.
L’inchiesta, chiamata “Attestati sterili”, in codelega con i carabinieri del Nas di Lecce, scaturisce da alcune denunce presentate dai frequentanti i corsi per operatori socio sanitario e specializzati nei confronti di una fondazione nel ruolo di organizzatrice delle lezioni, con sede prima a Lecce e poi a Roma.
Somme per oltre un milione di euro sono state sequestrate dai finanzieri dei comandi di Lecce e Brindisi, a scopo preventivo, nei confronti della fondazione organizzatrice di corsi per operatori socio sanitari finita sotto inchiesta per truffa e di un indagato ritenuto il dominus.
Sono in corso, in collaborazione con il Nucleo speciale tutela privacy e frodi tecnologiche della Finanza di Roma, le operazioni di oscuramento e inibizione dei siti internet e dei social media riconducibili agli organizzatori dei corsi. Sono anche in corso perquisizioni nei confronti di 250 società collegate alla fondazione, eseguite dai reparti della finanza e dei carabinieri del Nas di Lecce, Napoli e Salerno.










