Da una decina di giorni, sulla spiaggia pubblica di Torre Lapillo, vicino La Madonnina, è montata una tenda «grande quanto un appartamento, allestita con tutti i comfort».
A denunciarlo è Legambiente di Porto Cesareo Onlus che, sui social, diffonde le foto e sottolinea «la presenza di molti rifiuti solidi urbani e sacchetti sigillati che emanano odori nauseabondi. Non si tratta di cibo andato a male, probabilmente di rifiuti di altra natura».
Gli ambientalisti evidenziano che «occorre naturalmente verificare» chi li abbia «effettivamente abbandonati! Non vogliamo fare accuse gratuite!», si legge nel post. Tuttavia «al momento non pare ci siano stati provvedimenti delle autorità preposte al controllo della costa» ed «è ragionevole dedurre che questo episodio abbia fatto da apripista» poiché lo scorso fine settimana «sono spuntate altre tende sulla spiaggia. Più piccole ma sempre vietate. Nascono come i funghi. Tutti i giorni, anche sul cordone dunale e siamo ancora all’inizio della stagione estiva».
Da Legambiente lanciano dunque l’allarme in vista dell’afflusso di un numero ancora maggiore di turisti, con l’inizio delle vacanze per molti, evidenziando il rischio di «ombrelloni e barbecue sulle dune; sosta selvaggia con camper e auto parcheggiate sugli scogli e nelle aree vulnerabili della riserva; pesca di frodo; falò sulla spiaggia; feste (non autorizzate) con musica assordante e mescita di superalcolici, organizzate con raduni in barca in piena Area Marina Protetta o sulle spiagge della riserva regionale; bisogni fisiologici in spiaggia e tra le dune; ecc.».
Gli ambientalisti chiedono: «Cosa ne sarà del nostro territorio? Le norme di tutela del parco marino nazionale e del parco terrestre regionale di Porto Cesareo, fermeranno questo delirio? Possiamo iniziare a pensare a regolamentare l’accesso alle spiagge ricadenti nelle riserve? Oppure aspettiamo comodamente seduti che si consumi la devastazione irreversibile delle nostre bellezze naturali?».
