Infiltrazioni d’acqua, muffe, intonaci distaccati e soffitti degradati. Si presenta così l’ospedale Veris Delli Ponti di Scorrano, in provincia di Lecce.
A denunciarlo è Annaelisa Prete, ex assessora alla Cultura del Comune di Melendugno, che in un lungo post pubblicato sui social richiama «l’attenzione della Asl e della politica a tutti i livelli, regionale, provinciale e locale, sulle gravissime condizioni in cui versano alcune stanze del reparto di Medicina».
Prete spiega che sua madre «è stata ricoverata in questa struttura e in quelle stanze» di cui pubblica le foto: «Ho potuto constatare personalmente lo stato in cui versano ambienti destinati alla degenza dei pazienti», afferma.
L’ex assessora di Melendugno parla di «una situazione vergognosa e inaccettabile, indegna di un luogo di cura, che lede la dignità delle persone ricoverate e può mettere a rischio la salute dei pazienti e del personale sanitario. In questi ultimi dieci giorni – spiega – mi sono interfacciata con il personale medico e sanitario, che vive una condizione di evidente disagio e impotenza, spesso non sapendo che cosa fare e che cosa dire di fronte a criticità che non dipendono dalla loro volontà. A loro va il mio sincero ringraziamento, per la professionalità, la disponibilità e l’umanità dimostrate, nonostante carenze strutturali gravi che rendono il lavoro quotidiano ancora più difficile».
Prete vuole farsi «portavoce di tanti pazienti e delle loro famiglie che vivono queste condizioni in silenzio» e si rivolge all’Asl Lecce, «quale soggetto responsabile della gestione e della sicurezza delle strutture sanitarie», e alla «politica a ogni livello di governo» perché, ricorda, «hanno il dovere di vigilare, intervenire e garantire standard minimi di igiene, sicurezza e decoro. Non sono più ammissibili silenzi, scaricabarile o ritardi», afferma.
Il nuovo presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro, conclude Prete, «dovrebbe partire proprio dalla sanità, perché è da qui che si misura la capacità di garantire diritti fondamentali e dignità alle persone. La sanità pubblica merita rispetto. I pazienti meritano dignità, non vergogna», conclude.












