A 27 anni dalla scomparsa di Roberta Martucci, la giovane salentina originaria di Torre San Giovanni, marina di Ugento, la sua storia continua a restare avvolta nel mistero. La ragazza, 28 anni all’epoca dei fatti, svanì nel nulla la sera del 20 agosto 1999. Da allora di lei non si è saputo più nulla. Ma la famiglia non si arrende e continua a cercare risposte.
Ieri mattina, la sorella Lorella Martucci si è recata sulla spiaggia indicata da una recente testimonianza, lungo il tratto di litoranea che collega Mancaversa a Torre Suda. Con lei erano presenti le guardie zoofile della città metropolitana di Bari e alcune unità cinofile con cani molecolari. L’area è la stessa segnalata nei mesi scorsi da una donna del Basso Salento che, leggendo un post sui social dedicato alla scomparsa della giovane, ha collegato alcuni ricordi riaffiorati dopo molti anni.
La segnalazione
Secondo quanto riferito dalla potenziale testimone, proprio nei giorni della scomparsa di Roberta, su quella spiaggia si sarebbero verificati strani movimenti. In particolare, la donna ricorda la comparsa di un grande cumulo di pietre, «simile a una tomba», dal quale per mesi avrebbe continuato a provenire un forte e sgradevole odore.
Partendo da questa segnalazione, la famiglia Martucci ha deciso di non lasciare nulla di intentato per riaccendere l’attenzione investigativa su una vicenda archiviata nel 2022. All’epoca, nel registro degli indagati figurava soltanto il cognato della giovane, accusato di omicidio e occultamento di cadavere. Il suo nome era emerso dopo alcune confidenze che Roberta avrebbe fatto a un’amica, raccontando di presunte avances da parte dell’uomo.
Circostanze che la ragazza avrebbe scelto di non rivelare in famiglia per evitare tensioni. Ma secondo il giudice, gli elementi raccolti non sono stati ritenuti sufficienti per sostenere l’accusa in giudizio. Il sopralluogo effettuato sulla spiaggia sarà ora oggetto di una relazione dettagliata che verrà trasmessa agli inquirenti.