Quello di Roberta Martucci, scomparsa nell’agosto del 1999, è un caso rimasto senza risposte, segnato nel tempo da telefonate anonime, lettere inquietanti e numerosi presunti depistaggi. Proprio una di quelle voci, ascoltate nelle chiamate anonime arrivate nei mesi successivi alla scomparsa, oggi potrebbe avere finalmente un volto.
Grazie alle nuove tecnologie investigative, una perizia fonica potrebbe infatti contribuire a identificare l’autore di una telefonata ritenuta particolarmente significativa. A sostenere questa nuova pista è Lorella Martucci, sorella di Roberta, che non ha mai smesso di cercare la verità. I suoi legali hanno presentato in procura una richiesta di accesso agli atti e una relazione con nuovi elementi, chiedendo di riaprire l’inchiesta archiviata nel 2022.
Tra i punti ancora oscuri resta anche il ritrovamento dell’auto della giovane in una piazzetta di Gallipoli e il mistero legato al suo ritiro dopo il dissequestro: il veicolo, secondo gli atti, fu rimesso in moto con l’unica chiave disponibile, nonostante nessuno abbia mai saputo dell’esistenza di una copia. Intanto, proprio su iniziativa della famiglia, lunedì mattina si è svolto un sopralluogo sul litorale tra Mancaversa e Torre Suda, in località Tabarano.
Le ricerche sono state effettuate dalle guardie ecozoofile con unità cinofile e il cane molecolare Pack. L’attività nasce dalla testimonianza di una donna che ha raccontato di aver visto, nei giorni della scomparsa, un cumulo di pietre comparso improvvisamente sulla spiaggia, simile – secondo il suo ricordo – alla creazione di una tomba.
Nei mesi successivi, da quel punto sarebbe inoltre provenuto un persistente cattivo odore. Al momento non sono emersi riscontri definitivi, ma la relazione delle unità cinofile, attesa nei prossimi giorni, potrebbe fornire ulteriori indicazioni.










