Sono ventinove le persone coinvolte nell’inchiesta relativa alla rivolta scoppiata il 15 novembre 2025 nella casa circondariale di «Borgo San Nicola» a Lecce, costata il ferimento di sei persone, tra ufficiali e agenti di polizia penitenziaria.
L’avviso di conclusione delle indagini preliminari è stato notificato dal pubblico ministero Maria Vallefuoco, ultimo atto delle indagini svolte negli ultimi mesi attraverso riscontri, testimonianze e acquisizioni.
I fatti
Alcuni detenuti avrebbero inscenato una violenta protesta nella quinta sezione del reparto C2, finalizzata a liberare un compagno sottoposto a provvedimento disciplinare e per questo in attesa di essere trasferito. La reazione dei detenuti si trasformò rapidamente in un’escalation di violenza: gli indagati avrebbero infranto i vetri del box agenti, minacciando il personale di polizia penitenziaria con espressioni del tipo: «Vi ammazziamo tutti, qua comandiamo noi, vi spacchiamo».
La protesta sarebbe ben presto degenerata in violenza fisica, con calci e pugni. I malcapitati furono costretti a ricorrere alle cure mediche, riportando lesioni giudicate guaribili tra i 5 e i 12 giorni. Tra gli indagati alcuni nomi noti alle cronache, come Rocco Pierri, 50enne di Casarano; Dario Sarcina e Damiano Borraccino, 38enni di Barletta, tutti condannati per omicidio; e Alessandro Sariconi, 47enne di Lecce.
Quello del 15 novembre scorso fu uno degli episodi più eclatanti accaduti nel carcere di Lecce, segnato da un sovraffollamento ben superiore ai limiti tollerabili.