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Cronaca Lecce

Rivolta nel carcere di Lecce: 29 indagati per i disordini del novembre 2025

Sono 29 i detenuti identificati e iscritti nel registro degli indagati per la rivolta scoppiata il 15 novembre 2025 nel carcere di Borgo San Nicola, a Lecce, episodio che costò il ferimento di sei persone tra ufficiali e agenti della polizia penitenziaria. Nei giorni scorsi la sostituta procuratrice della Procura di Lecce ha notificato l’avviso di conclusione delle indagini preliminari, atto che chiude la fase investigativa e che potrebbe ora preludere alla richiesta di rinvio a giudizio.

Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, a scatenare la ribellione sarebbe stato il trasferimento di un detenuto dalla quinta sezione del reparto C2, deciso dopo un episodio disciplinarmente rilevante. Da lì, la protesta sarebbe degenerata rapidamente in una escalation di violenza: minacce esplicite al personale («vi ammazziamo tutti, qua comandiamo noi, vi spacchiamo») e aggressioni fisiche con calci e pugni, fino allo sfondamento del vetro di protezione del box agenti. I poliziotti coinvolti furono costretti a ricorrere alle cure mediche, riportando lesioni giudicate guaribili tra i 5 e i 12 giorni.

Il 31 gennaio 2026, in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario, il presidente della Corte d’Appello Roberto Carrelli Palombi ha parlato di una situazione «drammatica» negli istituti penitenziari del distretto, segnata da sovraffollamento e carenza di personale. A Borgo San Nicola, a fronte di una capienza di 789 posti, la presenza media nel biennio 2024-2025 è stata di 1.227 detenuti, con un organico della polizia penitenziaria sotto le unità previste.

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