Amarezza, disorientamento e una richiesta chiara di rispetto politico. È durissima la presa di posizione del segretario provinciale del Partito democratico di Lecce, Luciano Marrocco, dopo la nomina della nuova giunta regionale pugliese, che non vede alcun assessore espressione del Pd salentino. «Risulta incomprensibile – afferma Marrocco – come nella provincia di Lecce tutti i partiti esprimano un assessore tranne il Pd, la cui lista è stata ampiamente la più suffragata». Un’esclusione che, secondo il segretario, non può essere letta solo in chiave numerica o elettorale. «È innegabile – sottolinea – l’apporto del Partito democratico salentino in termini organizzativi, di mobilitazione e di animazione della campagna elettorale, dimostrando come sempre responsabilità, centralità e spirito di servizio».
Il risultato storico
Il Pd di Lecce rivendica un risultato storico: oltre 73mila preferenze, più del doppio della seconda lista nel collegio provinciale e il miglior risultato di sempre in una competizione regionale. A questo si aggiunge, ricorda Marrocco, la perdita di un consigliere regionale dovuta a una legge elettorale definita «schizofrenica» e mai corretta nelle passate legislature. «Ci viene da chiedere cosa debba fare questa Federazione per vedere riconosciuto il proprio valore», prosegue il segretario, parlando di una «stortura» che non rende giustizia alla qualità delle persone coinvolte, dai candidati ai militanti, fino ai segretari di circolo e agli amministratori locali.
Nel mirino anche il metodo seguito dal partito regionale, accusato di non aver avviato una vera trattativa e di non aver ascoltato le richieste di coinvolgimento dei territori. Da qui l’appello all’apertura immediata di una nuova fase politica, fondata su maggiore autonomia, autorevolezza e protagonismo delle federazioni. Pur ribadendo il sostegno leale alla nuova giunta e al presidente Antonio Decaro, Marrocco chiede un coinvolgimento serio del Pd salentino nella costruzione del governo regionale. «Il nostro impegno – conclude – continuerà ad essere massimo per tutelare gli interessi, le aspettative e le speranze dei salentini».










