Una risposta ferma e coordinata per frenare un fenomeno che, oltre al danno economico, ferisce profondamente la serenità e la sfera privata dei cittadini. I Carabinieri del Comando Provinciale di Lecce, sotto l’impulso del Colonnello Andrea Siazzu, hanno inferto un duro colpo alla criminalità predatoria locale, portando alla luce un ingente deposito di merce rubata e iscrivendo nel registro degli indagati quattro persone.
L’operazione, coordinata dalla Procura della Repubblica di Lecce, ha visto l’azione congiunta dei militari della Stazione di Minervino di Lecce con il supporto dei colleghi di Bagnolo del Salento, della Sezione Operativa della Compagnia di Maglie e di un’unità cinofila dell’Aeronautica Militare di Galatina. Al centro dell’inchiesta ci sono quattro salentini di 39, 57, 36 e 34 anni, ritenuti responsabili, a vario titolo, di una lunga scia di furti in abitazione.
Il blitz nei comuni dell’entroterra e la refurtiva sequestrata
I decreti di perquisizione sono scattati all’alba di oggi, giovedì 18 giugno 2026, interessando contemporaneamente i comuni di Minervino di Lecce, Palmariggi, Uggiano La Chiesa e Cannole. I blitz all’interno delle proprietà degli indagati hanno dato esito positivo, consentendo il rinvenimento e il sequestro di un vero e proprio “tesoro” provento di furto. Tra i beni recuperati e presi in custodia dai militari figurano:
- Posate in argento e orologi di valore;
- Smart TV e piccoli elettrodomestici;
- Borse da donna e un monopattino elettrico;
- Targhe automobilistiche estere e numerosi altri oggetti in fase di catalogazione.
Un primo importante successo investigativo è già arrivato: una parte consistente della refurtiva è stata immediatamente riconosciuta dalle vittime, che nei prossimi giorni potranno finalmente rientrarne in possesso.
Nel mirino le case vacanza: una scia di 30 colpi
L’attività investigativa è nata dall’analisi di circa trenta episodi, tra furti consumati e tentati, registrati nell’area. I malviventi avevano preso di mira soprattutto le seconde case e le abitazioni estive. Una scelta strategica da parte dei ladri: in molti casi, infatti, i proprietari si accorgevano dell’intrusione soltanto a distanza di giorni o settimane, rendendo inizialmente complesso il lavoro di ricostruzione temporale da parte degli inquirenti.
Per questo motivo, l’Arma ribadisce quanto sia stata fondamentale la collaborazione dei cittadini. L’incrocio e l’analisi dettagliata delle denunce presentate dalle vittime, anche a distanza di tempo, hanno permesso di unire i puntini, tracciare i movimenti dei sospettati e chiudere il cerchio attorno ai quattro indagati.
Le indagini non si fermano qui. I Carabinieri stanno proseguendo gli accertamenti per verificare il collegamento della banda con altri colpi denunciati nella provincia e per risalire ai proprietari della merce non ancora identificata. Nel rispetto del principio costituzionale della presunzione di innocenza, il procedimento si trova attualmente nella fase delle indagini preliminari.



