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Provincia di Lecce, il “giallo” dei franchi tiratori: la sindaca Poli Bortone a caccia dei traditori

Alta tensione nel centrodestra dopo la sconfitta inattesa alla Provincia. La sindaca Adriana Poli Bortone non è riuscita ad insediarsi sulla poltrona più alta di Palazzo dei Celestini perché sette consiglieri comunali di Lecce e Nardò non l’hanno votata. Poli Bortone si sente tradita da una parte della sua maggioranza e teme che chi non l’ha sostenuta nella corsa alla presidenza della Provincia possa sfiduciarla anche in Consiglio comunale. Ieri mattina ha convocato i suoi assessori all’hotel Tiziano e ha chiesto loro i nomi dei «traditori», ma non ha ricevuto alcuna risposta. In un clima sempre più rovente, con un susseguirsi di voci che davano per imminenti le dimissioni della prima cittadina, è arrivata la convocazione di una riunione con i segretari provinciali del centrodestra che si è svolta nel pomeriggio.

La consapevolezza

In serata le segreterie provinciali hanno diffuso un comunicato stampa congiunto per evidenziare che «il centrodestra salentino riprende il proprio cammino, consapevole degli errori commessi ma anche della frattura che questo sistema elettorale, voluto dalla sciagurata Legge Delrio, ha causato tra il popolo e l’istituzione provinciale». «La recente tornata elettorale ha rappresentato un passaggio difficile, considerato che il centrodestra ha messo in campo un candidato autorevole, di grande esperienza politica e istituzionale, scegliendo Adriana Poli Bortone, sindaco del Comune capoluogo. Una sconfitta che, pertanto, impone una riflessione seria e severa da parte di tutte le forze della coalizione e che ogni partito si è impegnato ad affrontare al proprio interno», sottolineano.

L’unità della coalizione

«La sconfitta è stata netta e ha lasciato un segno profondo», scrivono i segretari che stigmatizzano il comportamento di chi non ha messo al primo posto l’unità della coalizione. «Da questa consapevolezza nasce l’impegno a ricostruire un percorso comune, fondato su responsabilità, lealtà, coerenza e rispetto dei ruoli», concludono i segretari provinciali del «centrodestra unito».

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