“No” al mega impianto eolico nel territorio della Grecìa Salentina. È quanto è stato ribadito oggi in Commissione Ambiente, durante un’audizione convocata con urgenza dalla presidente Loredana Capone su richiesta del capogruppo di Fratelli d’Italia nel Consiglio regionale della Puglia, Paolo Pagliaro.
Il progetto prevede la realizzazione di «11 torri da 200 metri, con pale rotanti di oltre 80 metri, da piazzare tra Carpignano Salentino, Calimera e Martano – afferma Pagliaro -. E poi 41 chilometri di sfregio per le opere di connessione alla rete elettrica, solcando i Comuni di Zollino, Melendugno e Martignano, fra aree agricole e zone di pregio ambientale, paesaggistico e archeologico».
I sindaci dei Comuni interessati, riferisce il capogruppo di Fratelli d’Italia, erano «tutti d’accordo» sulla necessità di difendere «un patrimonio di bellezza ed economia».
Le ragioni del “No” all’impianto, prosegue Pagliaro, sono state messe «nero su bianco» dai primi cittadini «nei pareri inviati al ministero dell’Ambiente e della Transizione energetica per la procedura di Valutazione d’impatto ambientale. Anche Arpa Puglia e Provincia di Lecce hanno detto “No”, e ho sollecitato la Regione a fare lo stesso in tempi rapidi». La Regione, incalza, «deve fare la sua parte, accelerando il proprio parere contrario e confermandolo poi nell’Autorizzazione Unica, che chiuderà l’iter».
La vicenda del parco eolico nella Grecìa Salentina, prosegue, «conferma l’urgenza di definire le aree idonee richieste dal Governo per nuovi impianti da fonti rinnovabili. La transizione energetica va governata e non subita: ribadiamo che siamo favorevoli alle rinnovabili ma con criterio, salvaguardando le aree da tutelare. Questo dev’essere il punto fermo da cui partire per una programmazione energetica e ambientale in cui la Regione Puglia ha latitato per troppi anni, lasciando praterie di conquista ai giganti delle rinnovabili e alle multinazionali che speculano sulle nostre teste».
Per Pagliaro a confermarlo ci sarebbero anche «i dati comunicati dallo stesso ingegner Angelini: negli ultimi due anni la Regione è stata chiamata a valutare ben 449 progetti di impianti FER. Sul tavolo ci sono progetti che svilupperebbero 12 volte il target richiesto per la Puglia, che è di ulteriori 7,2 GW rispetto ai 6 GW che produce attualmente. Un target che va rivisto, e su questo siamo pronti ad aprire un’interlocuzione con il Governo centrale, per chiedere il rispetto del federalismo energetico previsto in costituzione, in modo che il sacrificio sia distribuito equamente fra le Regioni, e non gravi solo sulla Puglia che ha già pagato un prezzo altissimo per fare spazio a pannelli solari e pale eoliche. Non si possono ignorare gli impatti cumulativi di nuovi impianti, su territori già sfregiati. Non si possono piazzare pale e pannelli nel cuore della Grecia Salentina, un territorio vocato al turismo, così come tanti altri della Puglia, tutti meritevoli di difesa per il loro patrimonio di bellezza che è anche il primo attrattore economico. Questo vale anche per le coste, minacciate dall’eolico offshore, su cui continueremo la nostra battaglia. Non si possono accettare progetti disegnati a tavolino, senza avere la minima idea del territorio dove si pretende di piazzarli».
Pagliaro, infine, torna a sollecitare «l’approvazione del PEAR, il Piano Energetico Ambientale aggiornato, che preveda però le aree idonee per mettere paletti certi a difesa delle aree da tutelare e impedisca altri scempi. La Puglia avrebbe dovuto farlo prima, ma finora i governi regionali di centrosinistra hanno scelto di non scegliere, rinviando decisioni scomode. Ma il tempo delle scelte è oggi, non si può più rimandare la pianificazione territoriale», conclude.
