Oltre 20 milioni di ulivi perduti e un territorio che rischia la desertificazione agricola, economica e sociale. È il quadro tracciato da Flai Cgil Puglia e Alpaa Puglia, che chiedono al Governo il riconoscimento dell’intero Salento come Area Svantaggiata o Area di Crisi Agricola, con l’attivazione di misure straordinarie per sostenere un comparto messo in ginocchio dall’essiccamento degli ulivi e dagli effetti della crisi climatica.
Secondo le organizzazioni sindacali, la scomparsa del patrimonio olivicolo ha compromesso in modo irreversibile una filiera che per decenni ha rappresentato uno dei pilastri dell’economia salentina. Agricoltori, frantoi, cooperative, imprese di trasformazione, trasportatori e tecnici hanno subito un drastico ridimensionamento delle attività, con pesanti ricadute occupazionali e sociali.
A peggiorare una situazione già drammatica si sono aggiunti fenomeni sempre più frequenti come siccità prolungata, desertificazione, scarsità idrica, salinizzazione dei terreni, incendi e spopolamento delle aree rurali.
Le richieste
Una crisi che, sottolineano Flai Cgil e Alpaa, non può più essere affrontata con gli strumenti ordinari. «L’attuale riconoscimento delle aree svantaggiate è frammentato e non rappresenta la reale condizione del Salento», affermano Antonio Ligorio, segretario generale di Flai Cgil Puglia, e Antonio Macchia, presidente di Alpaa Puglia. «Le criticità sono diffuse, omogenee e strutturali e richiedono un riconoscimento unitario dell’intera area salentina».
I sindacati chiedono quindi un provvedimento straordinario, anche in deroga agli attuali criteri, che consenta di attivare interventi compensativi, agevolazioni economiche e misure strutturali per affrontare le emergenze legate alla gestione dell’acqua, alla prevenzione degli incendi, alla logistica e al ripopolamento delle campagne, garantendo al tempo stesso continuità produttiva e tutela del lavoro agricolo. L’appello è rivolto anche alla Regione Puglia.
