L’ex capitano del Lecce e del Palermo, Fabrizio Miccoli, ha chiesto di lasciare il carcere di Rovigo in cui è ristretto per scontare la condanna definitiva a 3 anni e 6 mesi, per estorsione aggravata dal metodo mafioso, e di essere ammesso al beneficio dei lavoratori socialmente utili.
Lo conferma a LaPresse l’avvocato di fiducia del calciatore, il penalista Antonio Savoia del foro di Lecce: «Ho depositato l’istanza qualche giorno fa al tribunale di Sorveglianza di Rovigo», spiega. «Siamo in attesa della fissazione dell’udienza».
Miccoli è ristretto nel carcere di Rovigo dalla fine dello scorso mese di novembre: si presentò spontaneamente dopo che la Cassazione respinse il ricorso. La condanna è relativa al periodo in cui Miccoli giocava nel Palermo e si riferisce a un’estorsione commissionata a Mauro Lauricella, figlio del boss della Kalsa, Antonino detto “u scintilluni”, già condannato a 7 anni di reclusione in via definitiva. Miccoli ha sempre rivendicato la propria innocenza.